{"id":1020689,"date":"2025-11-11T12:00:02","date_gmt":"2025-11-11T09:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1020689"},"modified":"2025-11-11T12:00:02","modified_gmt":"2025-11-11T09:00:02","slug":"la-femminanza-storia-di-un-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1020689","title":{"rendered":"&#8220;La femminanza&#8221;, storia di un successo"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Dietro il successo de \u201c<strong>La femminanza<\/strong>\u201d si cela un lavoro certosino durato circa trent\u2019anni. Un lavoro fatto di ascolto, di dialogo, di appunti impressi sul quaderno della memoria. Storie di vita che Antonella Mollicone ha raccolto da quando era appena una bambina, ascoltando i racconti delle donne del suo paese, Rocca d\u2019Arce. \u00c8 proprio l\u00ec che \u201cLa femminanza\u201d \u00e8 nato, circa trent\u2019anni fa, tra le strade di paese e le chiacchiere di signore anziane, che ricordavano la loro infanzia e adolescenza. <\/p>\n<p>\u201cLa Cerchia\u201d: cos\u00ec si chiama il gruppo di donne del quale Antonella Mollicone parla nel suo romanzo. Non una finzione letteraria, ma un vero e proprio \u201ccircolo\u201d esistente, formato dalle donne del paese, che si scambiano consigli e formano le nuove generazioni. Ne \u201cLa femminanza\u201d si narra la storia della famiglia dei Maletazzi, partendo dalla giovane Camilla, che si trova a far parte proprio della \u201cCerchia\u201d, sotto gli insegnamenti di Peppina, levatrice e chiudiocchi del paese.<\/p>\n<p><strong>Antonella Mollicone<\/strong>, attraverso una scrittura diretta, priva di filtri e senza intermediazioni, restituisce il racconto di un mondo ancestrale e contadino, fortemente radicato al territorio e alle tradizioni. Le donne, anticonformiste e libere, guidano le nuove generazioni proprio nella \u201cCerchia\u201d, formando nuove giovani che non abbiano paura di essere indipendenti e spregiudicate, in un\u2019epoca in cui esserlo, per il genere femminile, non era sicuramente la normalit\u00e0. Storie di donne, dunque, ma soprattutto storie vere di un territorio che ha tanto da dire e che Antonella ha voluto raccontare in maniera meticolosa e dettagliata.<br \/> Nessuna finzione, da parte dell\u2019autrice, che ha tratto esempio dalla realt\u00e0, parlando nel suo romanzo di persone esistite davvero e di storie reali, mescolate tra loro. \u00abHo promesso che avrei mantenuto i loro segreti e dunque il loro anonimato\u00bb, ha spiegato l\u2019autrice, che ha occultato le confidenze delle sue compaesane tra le pagine, celandole dietro nomi inventati.<br \/>Antonella Mollicone ha raccontato a \u201cZapping\u201d il successo del romanzo che nelle prime settimane dopo la pubblicazione ha raggiunto la top 10 a livello nazionale, rivelandosi un grandissimo successo letterario non solamente in Ciociaria.<\/p>\n<p><strong>Antonella, come \u00e8 cominciata la tua avventura nel mondo dei libri?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 iniziata quando ero piccolissima. Avevo 9-10 anni e ho cominciato appuntando dei pezzi di storia della mia famiglia e del mio paese. Negli anni le mie indagini si sono ampliate a tutto il Lazio meridionale. L\u2019episodio che mi ha portato a scrivere \u201cLa femminanza\u201d risale a quando avevo circa 9 anni. C\u2019era una cerchia di donne che si era unita: mi ha incuriosito talmente tanto che ho deciso di indagare, capire e fan capire cosa succede nel mio territorio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Prima di scrivere questo romanzo hai fatto anche tante altre cose, dedicandoti a studi di vario genere\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo ho una formazione classica. Mi sono laureata in lettere classiche, poi presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana ho conseguito la licenza e mi sono occupata soprattutto di epigrafi latine e greche. L\u2019amore per la ricerca mi ha portato a ricoprire diversi ruoli in questo ambito: ho lavorato come ricercatrice letteraria e mi sono occupata anche dei musei di Vincenzo Bianchi, aprendo anche Bibliot\u00e8 a Sora, un caff\u00e8 letterario che ho portato avanti per quindici anni. Sono dunque stata una libraria e da ex libraia conosco l\u2019importanza di questo mestiere, e per questo ringrazio chi sta facendo un ottimo lavoro con il mio libro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il tuo romanzo sta ottenendo infatti ottimi risultati in termini di vendite gi\u00e0 dalle prime settimane dopo l\u2019uscita. Lo immaginavi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMe lo auguravo, ma non ci credevo. Che il romanzo entrasse fin da subito in classifica e che in poche settimane fosse uno dei pi\u00f9 letti, non me lo aspettavo. \u00c8 un risultato ottimo che sicuramente \u00e8 stato in qualche modo creato dalla Casa Editrice Nord. Mi sta molto vicino e io lo sento e li ringrazio. Cos\u00ec come ringrazio i lettori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un successo importante in Ciociaria e non soltanto\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi arrivano foto da tutta Italia, da Vicenza e Bolzano, passando per Milano e Genova ma anche al Sud, come in Sicilia. Per me \u00e8 un grande onore il fatto che \u201cLa femminanza\u201d si stia diffondendo cos\u00ec tanto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E con il dialetto, come se la stanno cavando i non ciociari?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMolti si appassionano proprio alla ricerca di questo linguaggio, che doveva essere per forza radicato nel contesto di cui parlo. Io ho cercato comunque di renderlo comprensibile attraverso una sorta di spiegazione tra le righe. Quando ci sono termini pi\u00f9 incomprensibili, ho reso comunque intuibile il senso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u201cLa femminanza\u201d parla di donne, donne che fanno parte di una cerchia, un gruppo che stimola l\u2019indipendenza, la libert\u00e0, il pensiero proprio. Una cosa non comune agli inizi del Novecento\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero, non comune, ma esistente. Tutto il romanzo \u00e8 ispirato a storie vere. Io ho trovato davvero quella cerchia che ho chiamato cos\u00ec perch\u00e9 era una cerchia di segreti. Donne che parlavano di cose di vita vera, anche di sesso. Una cerchia di donne che ha cercato anche di avviare una piccola attivit\u00e0 imprenditoriale attraverso la filatura della lana. Sono donne all\u2019avanguardia, ma non cos\u00ec rare in quel periodo. Sono donne che non si sottomettono e questo protegge la loro anima, ma non sono delle eroine fuori dal loro contesto. Sono donne che vivono nel contesto in cui la vita le ha poste. \u00c8 un gruppo di donne schietto, la cui forza \u00e8 proprio la pazienza, la lentezza del quotidiano nel quale vivono. E in loro c\u2019\u00e8 una sorta di buon senso comune e senso dell\u2019anima. Sono donne concrete e inserite in quel periodo, nutrono loro stesse e gli altri, e gettano dei semi che hanno dato frutti nel nostro territorio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una delle figure presenti nel libro \u00e8 quella di Camilla, che si affida a Peppina per diventare levatrice e per imparare tante delle cose che sa. Questa figura \u00e8 ispirata a una persona in particolare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuelle di cui parlo nel libro sono tutte donne vere. Sono donne che io ho incontrato, che ho conosciuto anche nei racconti da parte di altre donne. Sono talmente vere che spesso ho dovuto intrecciare le storie di questo romanzo perch\u00e9 ho promesso che non avrei mai rivelato la loro identit\u00e0. Un po\u2019 di menzogna c\u2019\u00e8, ci deve essere, ma \u00e8 davvero poca, perch\u00e9 \u00e8 tutto ispirato a donne vere. In Camilla, Peppina, Vincenzona, non c\u2019\u00e8 una sola donna, ma tante. Ci sono tanti destini e io ho cercato di intrecciarli, ma mi sono ispirata a storie vere. L\u2019ho fatto perch\u00e9 ho promesso che avrei mantenuto la loro identit\u00e0 e i loro segreti, senza svelare i nomi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Scriveresti mai un romanzo che non sia ambientato nel tuo territorio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 probabile. Il materiale che ho raccolto in trent\u2019anni di indagine \u00e8 talmente tanto che \u00e8 probabile che ci sia anche per un altro libro. Ma non escludo nulla\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel leggere questo libro viene in mente \u201cI Leoni di Sicilia\u201d, una saga familiare come la tua. A chi ti sei ispirata per scrivere questo romanzo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe saghe familiari hanno tutte questo filo conduttore. In particolare quelle della Casa Editrice Nord, hanno un filo diretto. Sono contesti diversi ma sempre con la stessa anima, la volont\u00e0 di raccontare queste donne. Ci sono tanti libri e tanti autori che mi hanno ispirato, come ad esempio Michela Murgia e Andrea Camilleri. Mi hanno ispirato anche nel linguaggio, che credo debba essere crudo, sfrontato, diretto, senza ingentilire le cose\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Questo romanzo \u00e8 fortemente ancorato al territorio. Ti auguri che possa incentivare la diffusione della cultura in questa regione e soprattutto l\u2019amore per la lettura?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente s\u00ec. Questo romanzo \u00e8 di tutti noi. Mi fa davvero piacere che \u201cLa femminanza\u201d abbia questo successo ma quello che mi fa ancora pi\u00f9 piacere \u00e8 che questo territorio esca fuori in tutta la sua ricchezza, la sua spiritualit\u00e0 e il suo passato. \u00c8 vero, forse c\u2019\u00e8 una difficolt\u00e0 in questo senso, ma ci sono tanti semi che sono stati gettati negli anni e che sono certa porteranno dei risultati importanti nell\u2019avvenire\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/news\/cultura&#8212;spettacoli\/312051\/la-femminanza-storia-di-un-successo.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro il successo de \u201cLa femminanza\u201d si cela un lavoro certosino durato circa trent\u2019anni. Un lavoro fatto di ascolto, di dialogo, di appunti impressi sul quaderno della memoria. 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