{"id":1020546,"date":"2025-11-27T08:14:41","date_gmt":"2025-11-27T05:14:41","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1020546"},"modified":"2025-11-27T08:14:41","modified_gmt":"2025-11-27T05:14:41","slug":"voto-nulla-cambia-ancora-vincono-tutti-ma-davvero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1020546","title":{"rendered":"Voto, nulla cambia ancora Vincono tutti, ma davvero"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Gentile Direttore, come avevo anticipato la settimana scorsa, a proposito di queste elezioni regionali, \u201cnihil novum sub sole\u201d: non \u00e8 cambiato niente e nessuno \u201cscossone\u201d, n\u00e9 da una parte n\u00e9 dall\u2019altra, \u00e8 avvenuto. Tutto secondo le previsioni, in cui le tre Regioni chiamate al voto hanno confermato le maggioranze uscenti, modificando solo il nome dei Presidenti, che non potevano pi\u00f9 candidarsi avendo gi\u00e0 espletato i due mandati previsti dalla legge. Ovviamente \u2013 ed era anche facile prevederlo \u2013 hanno vinto tutti, Centro-Destra e Sinistra, in base ad arzigogolati ragionamenti che fanno a pugni con la realt\u00e0 e la logica pi\u00f9 elementare. Nella nostra Regione, poi, l\u2019esercizio atavico di \u201cmescolare le carte\u201d \u00e8 una caratteristica connaturata alla natura dei cittadini, che sono capaci di far scomparire la carta segnata in modo che quella indicata risulti sempre sbagliata. Soprattutto da noi, infatti, la vittoria \u00e8 stata di tutti: del \u201ccampo largo\u201d riferito al duo Schlein-Conte, precipitatisi con i soliti sodali Frantoianni-Bonelli a Napoli per offrirsi raggianti alle tv, manco se avessero vinto in una Regione a guida contraria al loro schieramento; dello stesso schieramento del Centro-Destra, che rivendica il buon risultato complessivo, ben al di sopra dello striminzito 18% ottenuto nelle passate elezioni.<br \/>Siamo seri almeno una volta e diciamoci la verit\u00e0, cercando di fare un\u2019analisi pi\u00f9 coerente e onesta del voto. La vittoria della Sinistra era ampiamente prevedibile e annunciata da tempo: nelle scorse elezioni del 2020 il Presidente pieddino De Luca raggiunse quasi il 70% dei voti; il Movimento Cinque Stelle, che correva da solo con la candidata a Presidente Ciarambino, ottenne il 10%. Unendo le loro forze in un\u2019unica coalizione, oggi si dovrebbe leggere un risultato diverso dal 61% ottenuto dal \u201ccampo largo\u201d: vale a dire l\u201980% dei voti, pi\u00f9 le altre sei liste collegate che hanno contribuito in modo massiccio alla vittoria. Il Centrodestra paradossalmente potrebbe essere appagato dal fatto che partiva dal 18% della scorsa volta ed ora \u00e8 giunto al 36%, cio\u00e8 il doppio. Cos\u00ec motivato il voto, diventa necessario approfondire il dibattito su quanto accaduto.<br \/>Nel 2020 si era ancora in piena ripresa della pandemia da Covid-19; il Governatore De Luca, per carattere \u201cdecisionista\u201d, ma anche \u201caccentratore\u201d, sembr\u00f2 l\u2019uomo giusto e salvifico per proteggere il popolo campano e si avvantaggi\u00f2 moltissimo in termini di consensi. Diventa quindi improponibile il paragone con l\u2019oggi. Lo stesso vale con il Centrodestra, che riusc\u00ec nell\u2019improba impresa di ottenere il minimo storico dei risultati elettorali del 2020, con una candidatura osteggiata nei mesi precedenti e, soprattutto, lasciando come solo \u201cuomo al comando\u201d il Presidente De Luca, pur assumendo l\u2019avversario una carica di grande visibilit\u00e0 come \u201ccapo dell\u2019opposizione\u201d. Anche per il Centrodestra, quindi, il paragone col passato si scontra con una mutata realt\u00e0 politico-sociale.<br \/>Manca, a questo punto, il \u201cterzo incomodo\u201d della disamina politica: l\u2019astensionismo. I cosiddetti leader nazionali e locali si sbracciano nel commentare la vittoria o la sconfitta, porgendo ai cittadini solo la percentuale ottenuta dei voti, non anche il numero dei voti globali. E qui la discussione \u00e8 molto pi\u00f9 amara di quanto si pensi. In Campania ha votato il 44% degli aventi diritto, meno della met\u00e0, per cui il 18% ottenuto dal Pd, ad esempio, di cui la Schlein e i suoi menano vanto, deve essere riferito al 44% dei votanti e non farlo sembrare come un 18% globale. Il risultato reale \u00e8 che il Pd ha preso appena l\u20198% dei voti dei campani aventi diritto al voto. E questo vale per tutti i Partiti e liste fai-da-te.<br \/>A Napoli, poi, la situazione del disinteresse generale \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatica, avendo sfiorato il minimo storico del 39% dei votanti. \u201cRappresenter\u00f2 tutto il popolo\u201d, dicono gli eletti al massimo scranno delle elezioni locali (Presidenti di Regione, Sindaci): ma quale popolo? Anche quello del 60% che non vi ha pensato nemmeno, cari neo-protagonisti di una politica ormai minoritaria nel Paese? Un bagno d\u2019umilt\u00e0 non sarebbe male, ma dove si pu\u00f2 trovare umilt\u00e0 in una classe dirigente politica che pensa al suo personale orticello, anche se tutto attorno ad esso sta franando?<br \/>Come si pu\u00f2 pensare di invertire la tendenza di una completa delegittimazione delle Istituzioni che si presume di rappresentare se, ad esempio, nel minoritario Centrodestra la vera lotta \u00e8 stata tra gli stessi partiti maggiori della coalizione per legittimarsi in una posizione di vantaggio al momento delle cosiddette \u201ccontrattazioni\u201d? O come si pu\u00f2 votare quando il Presidente della Regione uscente invoglia gli elettori a votare qualsivoglia lista della coalizione, purch\u00e9 non sia la lista del suo alleato Mastella (che gli ha dato una bella risposta sul campo, facendo eleggere due consiglieri, risultando anche il primo partito in assoluto nella sua Benevento e Provincia)?<br \/>Non ci vuole certo una grande intelligenza, quando da tempo ormai si assiste alla continua erosione della partecipazione al voto, per analizzare i motivi del disinteresse generale. Molti individuano la causa nella sostanziale \u201cdistanza\u201d tra popolo ed eletto, specie quando si vota per le politiche nazionali, dove il cittadino vota solo il simbolo di un partito ma non anche il candidato. Sarebbe una spiegazione plausibile se non si assistesse a un\u2019astensione ancora pi\u00f9 forte proprio quando, come in queste Regionali, si pu\u00f2 finalmente scegliere anche la persona in cui si ha pi\u00f9 fiducia. Cos\u00ec non \u00e8 stato, purtroppo, in queste Regionali, che hanno coinvolto anche la Puglia e il Veneto.<br \/>Ed allora? Mi si sta insinuando un dubbio, figlio di esperienze passate, quando c\u2019era una vera competizione politica e una partecipazione almeno dell\u201980% dei cittadini: vuoi vedere che questa diserzione dal voto faccia comodo un po\u2019 a tutti quelli che vivono di politica? A ben vedere, infatti, i cosiddetti \u201ccollettori di voto\u201d hanno assicurato nella propria \u201ccassaforte\u201d elettorale un \u201cpacchetto\u201d di voti accumulati da anni di buon vicinato o parentela, o favori. Se d\u2019improvviso dovesse finalmente \u201csvegliarsi\u201d la coscienza civica del popolo silenzioso e rassegnato, con la guida di autentici fautori di sana democrazia, non ci sarebbe storia per nessuno: nemmeno per i \u201ccampioni di preferenze\u201d!<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/politica\/855754\/voto-nulla-cambia-ancora-vincono-tutti-ma-davvero.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentile Direttore, come avevo anticipato la settimana scorsa, a proposito di queste elezioni regionali, \u201cnihil novum sub sole\u201d: non \u00e8 cambiato niente e nessuno \u201cscossone\u201d, n\u00e9 da una parte n\u00e9 dall\u2019altra, \u00e8 avvenuto. 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