{"id":1015421,"date":"2025-12-08T14:37:51","date_gmt":"2025-12-08T11:37:51","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1015421"},"modified":"2025-12-08T14:37:51","modified_gmt":"2025-12-08T11:37:51","slug":"migranti-accordo-ue-su-paesi-terzi-sicuri-cambiano-norme-su-asilo-e-rimpatri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1015421","title":{"rendered":"Migranti, accordo Ue su Paesi terzi sicuri: cambiano norme su asilo e rimpatri"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Cambiano le regole europee su<span>\u00a0<\/span><b>richiesta d&#8217;asilo e rimpatri<\/b><span>\u00a0<\/span>di migranti irregolari. Il<span>\u00a0<\/span><span id=\"U112596930523k2E\">Consiglio Ue ha infatti concordato la propria posizione negoziale<span>\u00a0<\/span><\/span>su due atti legislativi dell&#8217;Ue che<span>\u00a0<\/span><span id=\"U112596930523FHF\">cambieranno l&#8217;applicazione del concetto di Paese sicuro nelle norme Ue<span>\u00a0<\/span><\/span>in materia di asilo.<\/p>\n<p class=\"art-text\" data-mrf-recirculation=\"Link article\"><strong>Paese terzo sicuro e asilo, cosa cambia<\/strong><\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il nuovo regolamento che<span>\u00a0<\/span><b>rivede il concetto di Paese terzo sicuro<\/b><span>\u00a0<\/span>amplia le circostanze in cui una domanda di asilo pu\u00f2 essere respinta perch\u00e9 considerata inammissibile.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il Consiglio ha inoltre completato un elemento chiave del patto sulla migrazione e l&#8217;asilo del 2024, concordando il<span id=\"U07527638152njK\"><span>\u00a0<\/span>primo elenco comune Ue di Paesi di origine sicuri, che consentir\u00e0 agli Stati membri di trattare le domande<\/span><span>\u00a0<\/span>di protezione internazionale presentate dai cittadini di questi Paesi<span>\u00a0<\/span><span id=\"U1125969305234TF\">in modo &#8220;accelerato&#8221;<\/span>. Questi Paesi sono, oltre a quello candidati all&#8217;adesione all&#8217;Ue, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il<span>\u00a0<\/span><span id=\"U112596930523s6D\">concetto di Paese terzo sicuro consente inoltre agli Stati membri dell&#8217;Ue di<span>\u00a0<\/span><span id=\"U112596930523RVF\">respingere una domanda di asilo come inammissibile<\/span>\u00a0<\/span>(senza esaminarne il merito)<span>\u00a0<\/span><span id=\"U112596930523NCE\">quando i richiedenti asilo avrebbero potuto chiedere e ottenere protezione internazionale in un Paese extra-Ue considerato sicuro<\/span><span>\u00a0<\/span>per loro.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Secondo le norme aggiornate concordate dal Consiglio, gli Stati membri<span>\u00a0<\/span><b>potranno applicare il concetto di Paese terzo sicuro sulla base di tre opzioni<\/b>. Prima opzione: esiste un legame tra il richiedente asilo e il Paese terzo. Tuttavia, &#8220;il legame non sar\u00e0 pi\u00f9 un criterio obbligatorio per l&#8217;utilizzo del concetto di Paese terzo sicuro&#8221;. Seconda opzione, il richiedente asilo ha transitato attraverso il Paese terzo sicuro prima di raggiungere l&#8217;Ue.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Terza opzione, esiste un accordo o un&#8217;intesa con un Paese terzo sicuro che garantisca che la richiesta di asilo di una persona venga esaminata nel Paese terzo in questione. L&#8217;applicazione del concetto di Paese terzo sicuro sulla base di un accordo o di un&#8217;intesa, specifica il Consiglio, &#8220;non \u00e8 possibile nel caso di minori non accompagnati&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Un richiedente asilo che presenta ricorso contro una decisione di inammissibilit\u00e0 al diritto di asilo basata sul concetto di Paese terzo sicuro non avr\u00e0 pi\u00f9 il diritto automatico di rimanere nell&#8217;Ue per tutta la durata del procedimento di ricorso. Resta per\u00f2 in vigore il diritto del richiedente asilo di rivolgersi a un Tribunale per vedersi riconoscere il diritto di rimanere.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">La lista dei Paesi terzi sicuri permetter\u00e0 agli Stati membri di trattare pi\u00f9 rapidamente le richieste che arrivano da cittadini di Stati considerati non a rischio. &#8220;Ogni anno &#8211; ricorda il ministro dell&#8217;Interno danese Rasmus Stoklund, socialdemocratico &#8211; decine di migliaia di persone arrivano in Europa e chiedono asilo, pur partendo da Paesi sicuri, dove generalmente non sussiste alcun rischio di persecuzione. Il primo elenco Ue di Paesi di origine sicuri contribuir\u00e0 a creare procedure di asilo pi\u00f9 rapide ed efficienti e al rimpatrio di coloro che non necessitano di protezione&#8221;. Si tratta di &#8220;un traguardo importante per la politica di asilo dell&#8217;Ue&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il concetto di Paese di origine sicuro, continua il Consiglio, consente agli Stati membri di istituire un<span>\u00a0<\/span><b>sistema speciale per esaminare le domande di protezione internazionale<\/b>. In base al regolamento sulla procedura di asilo del 2024, adottato nell&#8217;ambito del patto sull&#8217;asilo e la migrazione, gli Stati membri devono applicare una procedura accelerata per i richiedenti provenienti da un Paese di origine sicuro e possono svolgerla &#8220;alla frontiera o nelle zone di transito&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Le norme sul Paese di origine sicuro si basano sul presupposto che i richiedenti provenienti da quel determinato Paese godano di una protezione sufficiente contro il rischio di persecuzione o contro gravi violazioni dei loro diritti fondamentali. I Paesi extra-Ue possono essere designati come Paesi di origine sicuri solo se raggiungono una &#8220;elevata soglia di sicurezza&#8221;, secondo il Consiglio.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Oltre ai Paesi inclusi nella lista dei Paesi di origine sicuri,<span>\u00a0<\/span><b>anche i Paesi candidati all&#8217;adesione all&#8217;Ue sono designati come Paesi di origine sicuri a livello Ue, a meno che<\/b>: non vi sia una situazione di conflitto armato internazionale o interno al Paese; non siano state adottate misure restrittive che ledano i diritti e le libert\u00e0 fondamentali; la percentuale di decisioni positive delle autorit\u00e0 degli Stati membri nei confronti dei richiedenti provenienti dal Paese sia superiore al 20%.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">La posizione del Consiglio chiarisce che la Commissione dovrebbe monitorare la situazione nei Paesi candidati all&#8217;adesione all&#8217;Ue e informare gli Stati membri quando una di queste eccezioni si applica o quando cessa di applicarsi. Il Consiglio ha inoltre concordato di consentire alla Commissione di sospendere la designazione di un Paese di origine sicuro a livello Ue per l&#8217;intero Paese o solo per parti del suo territorio o della sua popolazione, se fornisce una valida giusificazione. Gli Stati membri potranno comunque avere propri elenchi nazionali di Paesi di origine sicuri, con l&#8217;aggiunta di Paesi terzi diversi da quelli presenti nell&#8217;elenco Ue.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il Consiglio ha inoltre approvato la proposta della Commissione di accelerare l&#8217;attuazione di alcune disposizioni del Patto sulla migrazione e l&#8217;asilo, precedentemente prevista per giugno 2026. I due accordi raggiunti oggi consentono al Consiglio di avviare negoziati con il Parlamento Europeo per concordare un testo giuridico definitivo.<\/p>\n<p class=\"art-text\" data-mrf-recirculation=\"Link article\"><strong>Nuove regole sui rimpatri<\/strong><\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il Consiglio Ue ha quindi<span>\u00a0<\/span><b>raggiunto anche un accordo sulla propria posizione negoziale su una legge dell&#8217;Ue volta ad accelerare e semplificare le procedure di rimpatrio<\/b><span>\u00a0<\/span>delle persone che soggiornano irregolarmente negli Stati membri. Il regolamento istituisce procedure a livello Ue per rimpatriarli, impone obblighi a coloro che non hanno diritto di soggiorno e predispone strumenti di cooperazione tra gli Statii. Consente inoltre ai Paesi di istituire centri di rimpatrio in Paesi terzi.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">L&#8217;accordo tra gli Stati membri arriva sei mesi dopo che il Consiglio Europeo del 26 giugno aveva chiesto di intensificare gli sforzi per facilitare, aumentare e accelerare i rimpatri.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il regolamento sui rimpatri, continua il Consiglio,<b><span>\u00a0<\/span>imporr\u00e0 obblighi &#8220;rigorosi&#8221; agli espulsi<\/b>, in primo luogo l&#8217;obbligo di lasciare il territorio dello Stato membro in questione e di collaborare con le autorit\u00e0. Altri obblighi includono mettersi a disposizione delle autorit\u00e0, fornire un documento d&#8217;identit\u00e0 o di viaggio, trasmettere i propri dati biometrici e non opporsi in modo fraudolento alla procedura di rimpatrio.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Ci saranno<span>\u00a0<\/span><b>conseguenze per le persone, alle quali \u00e8 stato intimato il rimpatrio, che non collaborano<\/b>. Gli Stati membri possono decidere di rifiutare o dedurre determinati benefici e indennit\u00e0, rifiutare o revocare permessi di lavoro o imporre sanzioni penali che, secondo la posizione negoziale del Consiglio, dovrebbero includere anche la reclusione.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il regolamento chiarisce che<b><span>\u00a0<\/span>il Paese di rimpatrio<\/b><span>\u00a0<\/span>pu\u00f2 essere un Paese con il quale esiste un accordo o un&#8217;intesa, in base alla quale viene accettata la persona che non ha diritto di soggiornare negli Stati membri dell&#8217;Ue, quindi<span>\u00a0<\/span><b>non necessariamente il Paese d&#8217;origine della persona espulsa<\/b>. La commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica ha detto chiaramente di recente che i migranti irregolari vanno &#8220;deportati&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">La legge, per come \u00e8 scritta nella posizione del Consiglio, stabilisce inoltre<b><span>\u00a0<\/span>le condizioni per questi accordi o intese<\/b>. Ad esempio, possono essere conclusi solo con un Paese terzo in cui siano rispettati gli standard internazionali in materia di diritti umani e i principi di diritto internazionale, incluso il principio di non respingimento.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Conterranno poi<span>\u00a0<\/span><b>le procedure<\/b><span>\u00a0<\/span>per il rimpatrio di una persona in soggiorno irregolare, le condizioni per il suo soggiorno nel Paese extra-Ue e le conseguenze in caso di mancato rispetto dell&#8217;accordo o dell&#8217;intesa. Questi centri di rimpatrio possono fungere &#8220;sia da centri per il rimpatrio verso il Paese di rimpatrio finale sia da destinazione finale&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il regolamento prevede<span>\u00a0<\/span><b>misure speciali per le persone che presentano rischi per la sicurezza<\/b>. Ad esempio, pu\u00f2 essere loro imposto un divieto d&#8217;ingresso superiore al consueto periodo massimo di dieci anni, fino al divieto d&#8217;ingresso a tempo indeterminato. Gli Stati membri possono anche imporre la detenzione, anche in carcere. Questo periodo di detenzione pu\u00f2 anche essere pi\u00f9 lungo di quanto normalmente previsto.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">E&#8217; inoltre<span>\u00a0<\/span><b>previsto il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio, inizialmente facoltativo, che oggi non c&#8217;\u00e8<\/b>: l&#8217;Italia, per fare solo un esempio teorico, pu\u00f2 ignorare un decreto di espulsione emesso dalla Francia, e viceversa. Gli Stati membri ora potranno riconoscere ed eseguire direttamente una decisione di rimpatrio emessa da un altro Stato membro nei confronti di una persona che deve lasciare il territorio Ue, senza dover avviare la procedura per una nuova decisione di rimpatrio.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Questo, secondo il Consiglio, invier\u00e0<span>\u00a0<\/span><b>un messaggio &#8220;forte &#8220;ai cittadini di Paesi terzi in soggiorno irregolare<\/b>: non possono evitare il rimpatrio fuggendo in un altro Stato membro. Il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio di un altro Paese non \u00e8 ancora obbligatorio.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Secondo la posizione del Consiglio, la Commissione Europea valuter\u00e0 il funzionamento del riconoscimento reciproco due anni dopo la sua entrata in vigore e, se lo riterr\u00e0 opportuno, presenter\u00e0 una proposta legislativa per renderlo obbligatorio per tutti gli Stati membri.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Il<span>\u00a0<\/span><b>regolamento<\/b><span>\u00a0<\/span>sui rimpatri introdurr\u00e0 un provvedimento di rimpatrio europeo (Ero, European Return Order), un modulo in cui gli Stati membri dovranno inserire gli elementi principali della decisione di rimpatrio. I Paesi dovranno inserire l&#8217;Ero nel Sistema d&#8217;Informazione di Schengen, il sistema di condivisione delle informazioni per la sicurezza e la gestione delle frontiere nell&#8217;Ue.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Questo dovrebbe facilitare il riconoscimento reciproco, poich\u00e9 i 27 Paesi disporranno delle informazioni necessarie per riconoscere la decisione di rimpatrio di un altro Stato. Se una persona a cui \u00e8 stato intimato di lasciare l&#8217;Ue si trasferisce in un altro Stato membro, quest&#8217;ultimo potr\u00e0 eseguire direttamente la decisione di rimpatrio emessa dal primo Stato membro.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">I Paesi dell&#8217;Ue hanno deciso che il provvedimento di rimpatrio europeo<span>\u00a0<\/span><b>sar\u00e0 introdotto entro due anni dall&#8217;entrata in vigore del regolamento<\/b><span>\u00a0<\/span>sui rimpatri. L&#8217;accordo raggiunto oggi servir\u00e0 da base per l&#8217;avvio da parte del Consiglio dei negoziati con il Parlamento Europeo, per concordare un testo giuridico definitivo.<\/p>\n<p class=\"art-text\" data-mrf-recirculation=\"Link article\"><strong>L&#8217;accordo sugli impegni di solidariet\u00e0 2026<\/strong><\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">I Paesi membri dell&#8217;Ue hanno quindi raggiunto un accordo oggi a Bruxelles sugli<b><span>\u00a0<\/span>impegni di solidariet\u00e0 per il 2026 nell&#8217;ambito migratorio<\/b>. Si tratta degli impegni che gli Stati non di primo arrivo assumono nei confronti dei Paesi di primo arrivo sotto pressione migratoria (quest&#8217;anno Italia, Spagna, Cipro e Grecia), per alleviare gli oneri in capo a questi ultimi legati alla gestione dei flussi migratori.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Per quest&#8217;anno, o meglio per il periodo successivo al 12 giugno, quindi poco pi\u00f9 di sei mesi,<span>\u00a0<\/span><b>il &#8216;pool&#8217; prevede 21mila ricollocamenti o altri &#8220;sforzi di solidariet\u00e0&#8221;, oppure contributi finanziari per 420 milioni di euro<\/b>. Il solidarity pool \u00e8 una delle componenti previste dal nuovo patto Ue sulle migrazioni e l&#8217;asilo.<\/p>\n<p class=\"art-text\" data-mrf-recirculation=\"Link article\"><strong>&#8220;Per la prima volta irregolari avranno obblighi&#8221;<\/strong><\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">&#8220;Abbiamo un afflusso molto elevato di migranti irregolari &#8211; dice il<span id=\"U112596930523gPF\"><span>\u00a0<\/span>ministro per l&#8217;Immigrazione danese Rasmus Stoklund<\/span>, sociademocratico &#8211; i nostri Paesi europei sono sotto pressione. Migliaia di persone annegano nel Mar Mediterraneo o subiscono abusi lungo le rotte migratorie, mentre i trafficanti di esseri umani accumulano fortune&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Questo dimostra, continua il ministro socialdemocratico, che &#8220;<span id=\"U112596930523n0H\">il sistema attuale crea strutture di incentivi malsani e un forte fattore di attrazione, difficili da eliminare<\/span>. La Danimarca e la maggior parte degli Stati membri dell&#8217;Ue si sono pronunciati a favore dell&#8217;esame delle domande di asilo in Paesi terzi sicuri, al fine di eliminare gli incentivi a intraprendere viaggi pericolosi verso l&#8217;Ue&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Stoklund \u00e8 &#8220;<span id=\"U112596930523tdH\">lieto che noi, Stati membri, abbiamo concordato un approccio generale alla revisione del concetto di Paese terzo sicuro<\/span>, che consente agli Stati membri di stipulare accordi con Paesi terzi sicuri sull&#8217;esame delle domande di asilo al di fuori dell&#8217;Europa&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Sul fronte dei rimpatri, spiega ancora, &#8220;tre migranti irregolari su quattro nei confronti dei quali \u00e8 stata emessa una decisione di rimpatrio nell&#8217;Ue continuano a rimanere, invece di tornare a casa. Sono lieto che abbiamo concordato un nuovo regolamento Ue sui rimpatri. Credo che la nuova serie di norme possa contribuire significativamente a migliorare queste cifre.<span>\u00a0<\/span><b>Per la prima volta, i cittadini di Paesi terzi in soggiorno irregolare avranno degli obblighi. E gli Stati membri disporranno di strumenti molto pi\u00f9 efficaci<\/b>: ad esempio, sar\u00e0 possibile trattenere per un periodo pi\u00f9 lungo e i divieti d&#8217;ingresso saranno pi\u00f9 lunghi. Inoltre, l&#8217;accordo odierno consentir\u00e0 sia all&#8217;Unione Europea che a uno o pi\u00f9 Stati membri di stipulare un accordo con un Paese terzo sui centri di rimpatrio&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">Oggi nell&#8217;Ue si assiste finalmente ad una &#8220;riorganizzazione&#8221; della politica migratoria, sottolinea quindi<b><span>\u00a0<\/span>il ministro dell&#8217;Interno tedesco Alexander Dobrindt<\/b>, a margine del Consiglio Affari Interni a Bruxelles.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">&#8220;Fin dall&#8217;inizio del mio mandato &#8211; dice l&#8217;uomo politico della Csu bavarese &#8211; ho chiarito che non esiste un singolo interruttore che possa essere premuto per riorganizzare completamente la politica migratoria. Ci sono invece misure nazionali urgenti da adottare, come il controllo delle nostre frontiere interne e la riduzione dei fattori di attrazione. Ma anche il livello europeo \u00e8 urgentemente necessario&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id data-mrf-recirculation=\"Link article\">E oggi, continua, &#8220;siamo al punto di attuare questa riorganizzazione della politica migratoria in Europa. Sono state raggiunte due tappe fondamentali: la riorganizzazione della politica migratoria in Germania e la riorganizzazione della politica migratoria in Europa. Sono molto grato alla presidenza danese del Consiglio per aver colto questo slancio, in stretta collaborazione con la Germania&#8221;, conclude.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/politica\/856141\/migranti-accordo-ue-su-paesi-terzi-sicuri-cambiano-norme-su-asilo-e-rimpatri.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cambiano le regole europee su\u00a0richiesta d&#8217;asilo e rimpatri\u00a0di migranti irregolari. 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