{"id":1010437,"date":"2025-10-30T11:48:00","date_gmt":"2025-10-30T08:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1010437"},"modified":"2025-10-30T11:48:00","modified_gmt":"2025-10-30T08:48:00","slug":"maria-a-rossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1010437","title":{"rendered":"Maria &#8216;a rossa"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>In origine vi era una cinta muraria che divideva la parte alta della citt\u00e0, dove ha sede il conservatorio di S. Pietro a Majella, da quella bassa: il largo del Mercatello.<\/p>\n<p>Ma i napoletani, popolo ingegnoso checch\u00e9 ne dicano i detrattori, non ci stavano proprio, e cos\u00ec, rompi un po&#8217; oggi e rompi un po&#8217; domani, ricavarono un bel foro nella cinta, attraverso il quale, attraversarla. Superfluo dirvi che tante volte questo foro fu fatto riempire dalle autorit\u00e0 e tante volte venne svuotato dal popolo.<\/p>\n<p>E proprio a questo foro, o meglio \u201cpertuso\u201d, \u00e8 legata la leggenda di Maria \u2018a rossa, una bellissima ragazza dai capelli fiammeggianti e riccioluti; a venti anni and\u00f2 in sposa ad un conciatore di pelli che abitava su all\u2019infrascata. Capit\u00f2 che una sera, mentre Maria attravers\u00f2 il pertuso come sempre, il marito rest\u00f2 come inchiodato al suolo senza poter muovere un passo ed attraversare; cos\u00ec il poverino rassegnato, gir\u00f2 i tacchi e se ne torn\u00f2 a casa.<\/p>\n<p>Maria ritenne che l\u2019accaduto fosse stato un avvertimento divino che le ordinasse di vivere da sola, e quindi se ne torn\u00f2 alla sua casa di ragazza. Col passare del tempo, Maria si imbrutt\u00ec molto, i capelli le si arruffarono e perse quasi tutti i denti; allora cap\u00ec che il fato la voleva strega e strega divenne; si tur\u00f2 le orecchie con degli stracci per non sentire il suono delle campane; prese a preparare strani miscugli da far bere contro i mali d\u2019amore e pare avesse anche incontri con i diavoli; a farla breve, il popolo la rinchiuse in una gabbia di ferro e la appesero al muro di cinta, e l\u00ec rimase fin quando si mummific\u00f2.<\/p>\n<p>Ma veniamo alla realt\u00e0; nel 1624 finalmente, il vicer\u00e8 spagnolo don Antonio Alvarez de Toledo duca d\u2019Alba fece abbattere la cinta muraria, facendo costruire al suo posto una porta, che da lui prese il nome. Porta d\u2019Alba, o meglio Port\u2019Alba, anche se i napoletani la chiamavano Porta Sciuscella, per i numerosi alberi di carrubo insistenti nella zona; e cos\u00ec fu facilitato il passaggio per largo Mercatello, poi Piazza Dante.<\/p>\n<p>Col tempo la via si arricch\u00ec di storiche pizzerie, case editrici e librerie; Ed ora, sulla scia del de profundis che sta colpendo la nostra citt\u00e0, quanto prima, chiss\u00e0 quante di esse, saranno costrette a chiudere i battenti. E secondo me, avimmo voglia \u2018e fa i flash mob innanzi questi centri culturali\u2026.nisciuno se ne fotte \u2018e niente. Il comune e la regione si palleggiano le eventuali responsabilit\u00e0 e cos\u00ec, comme se dice a Napule \u201cmentre \u2018e ciucce s\u2019appiccecano \u2018e varrile se scassano!\u201d.<\/p>\n<p>Secondo me la cultura a Napoli, sta facenne \u2018a stessa fine \u2018e Maria \u2018a Rossa e, di questo passo, finir\u00e0 anch\u2019essa ingabbiata e fatta mummificare.\u00a0 \u00a0E ringraziando Iddio, una volta tanto chiudo con una bella notizia di alcuni anni fa: l\u2019INPS riusc\u00ec ad evitare il default! Infatti riusc\u00ec a recuperare 60 rate da 1 centesimo l\u2019una che, erroneamente, aveva \u00a0versato ad un pensionato di Riccione per ben 5 anni e, se permettete, voglio svelarvi il mio sogno nel cassetto: candidami alle prossime politiche, essere eletto, incassare 15mila euro al mese ed\u2026. andare a caccia di parcheggiatori abusivi\u2026anzi; ABBUSIVI, con 2 \u201cB\u201d perch\u00e9 sono solo dei cialtroni. Al prossimo!<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/rubriche\/854733\/maria-a-rossa.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In origine vi era una cinta muraria che divideva la parte alta della citt\u00e0, dove ha sede il conservatorio di S. Pietro a Majella, da quella bassa: il largo del Mercatello. 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