{"id":1004716,"date":"2025-12-04T14:46:00","date_gmt":"2025-12-04T11:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1004716"},"modified":"2025-12-04T14:46:00","modified_gmt":"2025-12-04T11:46:00","slug":"addio-a-mabel-bocchi-icona-del-basket-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1004716","title":{"rendered":"Addio a Mabel Bocchi, icona del basket italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p><span>Si spegne un\u2019altra delle stelle che hanno illuminato il firmamento dello sport italiano. E\u2019 morta Mabel. S\u00ec, semplicemente Mabel. Bastava il nome: Liliana Mabel Gracielita Bocchi era per i documenti; per lo sport italiano, non solo per il mondo del basket, era semplicemente Mabel. Mabel Bocchi, un\u2019icona: per quel che ha espresso in campo e poi fuori, a carriera conclusa. Per come sapeva stare sul parquet e per una innata leadership viene considerata la pi\u00f9 grande giocatrice italiana di tutti i tempi. I raffronti \u2013 considerate le epoche diverse \u2013 sono sempre difficili e pericolosi, certo \u00e8 che lei ha lasciato un\u2019impronta indelebile, come dimostra quel titolo di MVP ai campionati del mondo del 1975 in Colombia, a soli 22 anni. Nata a Parma nel 1953 da pap\u00e0 italiano e mamma argentina (da qui il nome), il suo talento, sbocciato quando era poco pi\u00f9 che quindicenne con la maglia di Avellino, l\u2019avrebbe fatta primeggiare per un decennio con quel Geas Sesto San Giovanni, con cui ha confezionato una striscia di successi impressionante: otto scudetti fra il 1970 e il 1978 e una Coppa dei Campioni, proprio nel \u201978, la prima grande vittoria europea del basket femminile italiano (altri due titoli tricolore li avrebbe vinti poi a Torino). Con la Nazionale, ha avuto una sola, vera gioia di squadra: la medaglia di bronzo ai campionati europei del 1974. Ma a livello individuale i riconoscimenti alla sua classe non le sono mancati e nel 2007 \u00e8 stata la prima giocatrice ad essere inserita nell\u2019Italia Basket Hall of Fame. Dotata di una forte personalit\u00e0 (\u201cdifficile da domare\u201d ha ricordato il presidente della Fip, Gianni Petrucci, nel renderle omaggio), l\u2019ha espressa in campo e fuori. E\u2019 stata fra le prime sindacaliste quando ancora non esisteva un vero e proprio sindacato. Lottava per i pari diritti delle donne nello sport e quanto fosse difficile, all\u2019epoca, lo si pu\u00f2 capire se si riavvolge il nastro di quasi cinquant\u2019anni e l\u2019accidentato percorso fatto in questo tempo.Lasciato il parquet ha intrapreso la carriera giornalistica: il grande pubblico l\u2019ha conosciuta alla Domenica Sportiva, ha collaborato con Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport e con altre testate, ha fatto un\u2019incursione in politica, un\u2019altra nel cinema. Ma lo sport e ovviamente il basket, in particolare, restavano il suo vero mondo. Lo amava cos\u00ec come amava gli animali, i sigari, il bridge (specialit\u00e0 di cui il fratello Norberto \u00e8 campione), l\u2019avventura in genere.Ha avuto una vita a volte complicata malgrado l\u2019innegabile successo. N\u00e8 il suo carattere gliela rendeva facile. Ecco, il carattere: mutevole. Un po\u2019 come i suoi amori, un po\u2019 come le sue acconciature, specchio \u2013 per sua stessa ammissione \u2013 di come si sentiva in quel momento. Negli ultimi tempi aveva scelto di vivere in Calabria, vicino alla sorella Ambra: San Nicola Arcella era diventato il suo ritiro. L\u00ec ha combattuto contro il male che l\u2019aveva aggredita e che si \u00e8 rivelato avversario troppo difficile da superare anche per una che non si era mai tirata indietro in qualsiasi battaglia.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/curiosita\/856022\/addio-a-liliana-mabel-icona-del-basket-italiano.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si spegne un\u2019altra delle stelle che hanno illuminato il firmamento dello sport italiano. E\u2019 morta Mabel. S\u00ec, semplicemente Mabel. Bastava il nome: Liliana Mabel Gracielita Bocchi era per i documenti; per lo sport italiano, non solo per il mondo del basket, era semplicemente Mabel. 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