FANO Si fa e si disfa senza prima avere sentito cosa ne pensa chi di quelle decisioni è destinatario primario. Questo il passo di partenza delle nuove critiche formulate all’indirizzo dell’amministrazione comunale dal comitato dei residenti centro storico, che condivide poco o nulla delle scelte annunciate in queste settimane con cui si va «a modificare la situazione dei parcheggi e della viabilità del centro storico», in aggiunta a quella «di introdurre il video-controllo dei varchi dellaZtl».
La lista delle doglianze
La lista delle doglianze si apre esattamente con «la totale mancanza di confronto con gli abitanti della zona.
Nonostante le ripetute richieste, non è mai stato attivato un tavolo di lavoro e di dialogo» si legge in una nota in cui alla famiglia degli interlocutori ignorati si accludono anche «i nuovi consigli di quartiere, la cui funzione dovrebbe essere proprio quella di individuare e rappresentare le problematiche e gli interessi dei residenti». Scendendo poi nel merito della vicenda, viene ricordato dal comitato che «la vivibilità del centro storico non può essere ridotta al solo afflusso verso le attività economiche» e che la vitalità del cuore della città è garantita «anche grazie ai residenti, ai lavoratori e agli studenti che la frequentano quotidianamente».
Un errore strategico
Un errore anche strategico, dunque, «attribuire un carattere di “privilegio” ai residenti», specie se si traduce poi «in una discriminante nelle scelte di gestione della complessità urbana. Al contrario, occorre garantire il diritto di risiedere in condizioni adeguate». Cosa che con la piega data alla gestione del tema non si concretizzerebbe affatto, considerando che «i residenti della Ztl si troverebbero costretti a pagare un permesso per accedere alla propria abitazione in auto e, a causa della progressiva eliminazione di stalli di sosta interni alla Ztl, anche un abbonamento per usufruire degli stalli blu nelle zone perimetrali».
E’ anche una questione di tasca: «l’abbonamento annuale per i residenti presenta costi ben diversi rispetto a quanto offerto in città limitrofe quali Pesaro e Ancona») per chi non si sente sufficientemente tutelato anche dal piano ideato per presidiare elettronicamente i varchi alla Ztl, con telecamere in sette punti di accesso, che lascerebbe pertanto «vaste aree della Ztl senza controllo» senza impattare in modo risolutivo «sulle problematiche di una regolamentazione degli accessi già non uniforme su tutto il centro storico, inteso come area della città murata».
Chiesta una revisione
Di qui il suggerimento di impostare «una tempestiva revisione delle misure», non prima, anche in questo caso e prima di arrivare alle conclusioni definitive, «di un confronto rispettoso e partecipato con i cittadini del centro storico, esteso fino al mare, e con un ruolo più attivo dei consigli di quartiere». Nel promemoria finisce quasi inevitabilmente anche quel regolamento acustico che «l’amministrazione comunale ha l’obbligo di redigere». Su questo fronte si rammenta che «in data 30 giugno 2025 è stata trasmessa e protocollata ampia documentazione, indirizzata anche al prefetto di Pesaro, per segnalare il difetto legislativo».
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