ANCONA La cronaca minuto per minuto della crisi di Conerobussta tanto nei numeri del bilancio 2024 quanto nella documentazione ad esso allegata.
I conti, quelli li conosciamo bene: 1,5 milioni di euro di passivo al 31 dicembre 2024 e un indebitamento con banche e fornitori per 18 milioni (anche se, nel complesso, i debiti ammontano a 30 milioni). Numeri che hanno indotto l’azienda a chiedere la composizione negoziata della crisi, con la nomina di un esperto per trattare con i creditori bancari la rinegoziazione dei debiti e il blocco dei pignoramenti.
Le valutazioni
L’elemento di novità è rappresentato dalla valutazione fatta dal Collegio dei sindaci, l’organismo indipendente incaricato di vigilare sulla gestione dell’azienda. I controllori hanno detto di non poter formulare un giudizio sul bilancio 2024, al contrario del passato. Spiegano: «Pur preso atto dell’approvazione del Piano di risanamento, riteniamo che l’effettivo verificarsi di tutti gli eventi descritti dipenda in modo significativo da fattori esterni alla società». Si parla del piano che prevede il blocco del turnover ma anche la rinegoziazione di servizi e corrispettivi con i clienti, come la Regione.
I dubbi
I sindaci fanno però riferimento in particolare alla composizione negoziata: «Poiché l’approvazione da parte dei creditori e la sua successiva omologazione rappresentano condizioni fondamentali per il mantenimento della continuità aziendale, quest’ultima è soggetta a molteplici significative incertezze».
Tradotto: e se non accettasero? Quando si parla di continuità aziendale si intende: «La capacità dell’azienda di realizzare le proprie attività e soddisfare le proprie passività».
Quindi: pagare i dipendenti, banche e fornitori. I sindaci aggiungono, in merito al Piano si risanamento: «Osserviamo che gli elementi probatori e le evidenze forniteci (dall’azienda, ndr) non sono sufficienti» per giudicare. Questo «dipendendo una parte determinante delle azioni da eventi futuri e incerti e dalla volontà di economie estenre e a oggi non compiutamente verificabili e documentabili». I controllori, poi, si spingono oltre, fino ai conti provvisori al 31 agosto 2025, quindi l’esercizio ancora in corso. Scrivono: «La società ha continuato a produrre perdite e la situazione intermedia evidenzia un risultato negativo pari a 2 milioni di euro».
Restiamo sul 2024, il dato consolidato. Per i sindaci, «va emergendo una perdita di esercizio che si sta avvicinando significativamente al terzo del capitale sociale». Situazione che avrebbe pesanti riflessi contabili sull’azienda. Per questo, i sindaci hanno bollato come insufficienti le azioni finora messe in campo dalla governance aziendale, «che vanno comunque velocizzate e potenziate, anche effettuando eventualmente scelte difficili ma necessarie». Ad oggi, infatti, ci vorrebbero 2 anni per uscirne. E «la soluzione dell’attuale situazione aziendale non ha a disposizione questi tempi».
La reazione
Che i guai siano seri, questo lo sa bene anche l’azienda stessa. Nei verbali si riporta come l’ad (Giorgio Luzi) di Conerobus abbia chiesto «pieno mandato di intervenire, senza tentennamenti e con ampie deleghe sulla riorganizzazione del personale». Il che prevederà anche il ricorso agli ammortizzatori sociali e alla rinegoziazione dei contratti di secondo livello. Con l’obiettivo, scrivono i membri del Cda nella loro relazione, «di ridurre il costo del lavoro». Tra le ipotesi, anche «premialità contro l’assenteismo e i sinistri».
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