È solo calcio, Ferrari: «Vogliamo tutti il bene del Vicenza». Bentivoglio: «Ci siamo tolti un peso». Rivedi la puntata

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«Gli stadi del sud non ci fanno paura. Le altre squadre dovranno confrontarsi col Menti. Stiamo bene, siamo consapevoli di quel che siamo, ognuno sa quel che deve fare». Parola di Franco Ferrari. Dopo la piccola sosta del 25 aprile, È solo calcio è tornata più carica che mai. La puntata condotta da Nicola Gobbo e andata in onda giovedì 2 maggio, ha avuto come ospiti El Loco, il tecnico dell’Arzignano Valchiampo, Simone Bentivoglio, il caposervizio dello sport del GdV, Eugenio Marzotto, e l’ex attaccante biancorosso Massimo Briaschi.

«Non dobbiamo pensare di essere migliori e più bravi di nessuno, siamo contenti di rifiatare. Sono stato un giorno e mezzo a Napoli per staccare la testa, ho fatto la foto col murale di Maradona» – ha raccontato l’attaccante argentino che ha spiegato la metamorfosi del Lane. «Prima sentivo che tante cose non andavano, poi è cambiato tutto, Vecchi ci ha fatto capire in cosa eravamo forti e cosa dovevamo fare. È cambiato tutto per me e per tutti. Se resta Vecchi resto anche io, poi ci sono mille situazioni. Vecchi ha fatto un capolavoro. Spero di diventare a Vicenza come Maradona. Da quando è arrivato si è visto il cambiamento, non serviva tanto a mio avviso: quando coinvolgi venti persone è diverso che coinvolgerne undici. Così lavori serenamente».

Vicenza, playoff ma anche tanto Arzignano, che ha ottenuto la salvezza. «Il Grifo ha compiuto un’impresa. Se l’è guadagnata punto su punto» – ha detto Marzotto. Parola poi all’uomo che ha firmato l’impresa: «Ci siamo tolti un bel peso perché andavano evitati i playout. Nell’ultima partita, con l’Atalanta under 23, siamo stati bravi a reagire, perchè non era facile. Se avessimo preso il secondo gol, le cose si sarebbero complicate tremendamente. Ho ringraziato i giocatori perché mi hanno dato una grande disponibilità, sono stati professionali in una situazione complicata. Con la Pergolettese la nostra partita più difficile, abbiamo conquistato un punto fondamentale». L’onestà dell’allenatore gialloceleste, che spera di lavorare ancora sulla panchina dell’Arzi: «Il percorso di tre anni e mezzo con Bianchini è stato importantissimo, l’ho detto ai ragazzi. Mi hanno fatto lavorare bene e in serenità, mi hanno dato carta bianca. Per me è stata occasione importantissima ma ogni giorno è nuovo e sarebbe bello poter continuare. Non ci siamo ancora incontrati però… Il Vicenza? Ci sono i migliori presupposti perché faccia bene, Ronaldo e Ferrari possono essere i trascinatori. E Italiano è sempre stato il mio punto di riferimento, si arrabbiava quando sbagliavo».

Ferrari ha ricordato una gara su tutte: «Quella col Padova. Il gol più bello l’ho segnato ai biancoscudati. È stata una partita di sostanza e ci è dispiaciuto tantissimo per il finale. Nella nostra squadra – ha sottolineato – c’è più di una mascotte. Si respira davvero un bel clima e col video di Proia in cui cantavamo, volevamo trasmettere questa nostra felicità. Questo gruppo c’è sempre stato, non vediamo l’ora di tornare in campo. Abbiamo sempre voluto il bene del Vicenza anche nei momenti più bui». Come vivono i biancorossi i giorni che precedono i playoff? «Anche lo scorso anno stavamo molto bene, ma quest’anno abbiamo più consapevolezza di quello che siamo, ognuno sa cosa deve fare. Pellegrini? I gol li tiene per i playoff, è un giocatore forte e ci farà divertire. Io voglio arrivare in alto, il mio primo pensiero è salire col Vicenza e poi sogno la serie A».

Un giocatore, Ferrari, che «resterà a prescindere nella storia del Vicenza», come ha tenuto a precisare Marzotto.

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2026-05-24 16:48:28

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