Violenza ostetrica, al via la prima ‘banca dati’ sul fenomeno degli abusi in gravidanza e durante il parto
«Attraverso questa ricerca intendiamo raccogliere dati qualitativi e quantitativi per comprendere più a fondo il fenomeno della violenza ostetrica nel Friuli Venezia Giulia», commenta la direttrice di Voce Donna Laura Bosi
lunedì 8 dicembre 2025di Corinna Opara

PORDENONE – È partito in queste settimane il nuovo Progetto Nora di Voce Donna, il cui principale obiettivo è creare una prima banca dati territoriale per iniziare ad analizzare il fenomeno della violenza ostetrica su scala locale.
Con in termine di “violenza ostetrica” si intende la pratica di una serie di azioni e di comportamenti considerati come lesivi della dignità, dell’integrità fisica o della libertà di scelta della donna nel percorso nascita. Azioni che, in base a chi segue il tema da vicino, potrebbero avere delle ripercussioni sulla salute mentale delle donne e, di conseguenza, sulla qualità della relazione madre-figlio e della capacità di prendersi cura del neonato. Secondo quanto pubblicato da “Save the Children”, inoltre, «le esperienze negative durante il periodo perinatale possono contribuire a un generale senso di sfiducia verso le strutture sanitarie, a una scarsa propensione alla ricerca successiva di cure mediche per sé e per il proprio figlio, fino a una riduzione del desiderio di un’ulteriore maternità».
Il progetto vede Voce Donna nella veste di capofila, è promosso da ActionAid Italia, Fondazione Realizza il Cambiamento ed è cofinanziato dall’Ue. Il suo obiettivo è raccogliere più esperienze possibili relative a gravidanza, parto, puerperio e interruzione volontaria di gravidanza nelle province di Pordenone e Udine e nel periodo settembre 2018 – settembre 2025, con particolare attenzione a situazioni vissute come violente o non rispettose dei diritti e della dignità della persona. I dati saranno raccolti attraverso un apposito questionario già disponibile sulle pagine social dell’associazione: dati e analisi saranno infine divulgati durante un convegno previsto a settembre 2026.
«Attraverso questa ricerca intendiamo raccogliere dati qualitativi e quantitativi per comprendere più a fondo il fenomeno della violenza ostetrica nel Friuli Venezia Giulia – commenta la direttrice di Voce Donna Laura Bosi -. Il desiderio è approfondire un tema che ancora oggi è considerato un po’ un tabù, spesso nel timore di essere accusati di portare avanti un’azione di ostracizzazione verso una categoria di professionisti». «Invece – ci tiene a puntualizzare Bosi – è proprio il contrario. Siamo perfettamente consapevoli dello sforzo del nostro personale sanitario. Avere la possibilità di analizzare il fenomeno, può consentire di individuare delle strategie per supportarlo nel loro lavoro quotidiano, guardando contemporaneamente al benessere della donna».
Parallelamente proseguono le altre attività dell’associazione, che di recente ha concluso un corso di avvicinamento e formazione per nuove volontarie. Un’iniziativa alla quale ha risposto una quarantina di persone: «Dopo il corso ed i colloqui individuali molte hanno deciso di diventare solo socie per incompatibilità dei tempi dell’attività di volontariato con quelli del lavoro e della famiglia», racconta ancora Bosi. «Ma abbiamo avuto anche nuovi ingressi tra le volontarie. Complessivamente siamo soddisfatte, perché questa azione ci ha permesso di allargare la nostra rete sul territorio». In attesa degli appuntamenti dedicati alla giornata contro il contrasto alla violenza sulle donne, infine, continuano i momenti sensibilizzazione dei cittadini con i banchetti informativi e quelli di formazione delle categorie professionali che possono entrare in contatto con situazioni di violenza.
Ultimo aggiornamento: 11:31
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