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“NIENTE VETI SU RENZI MA L’EX PREMIER NON PENSI DI FARE TUTTO DA SOLO” – GOFFREDO BETTINI MANDA MESSAGGI A CONTE E MATTEONZO E DIFENDE IL “SUO” ALESSANDRO ONORATO, IL CUI PROGETTO CIVICO “PER GELOSIA VIENE DEFINITO UN PRODOTTO IN VITRO, E INVECE È UN PRODOTTO NATO DAL BASSO” (DELLA SERIE, RENZI È AVVISATO, SI SPOSTI DI LATO) – LO STRATEGA DEM, PRESENTANDO IL LIBRO DI CONTE A NAPOLI, DIFENDE “GIUSEPPI” DALLE CRITICHE: “NON SI DEFINISCE DI SINISTRA? IL TERMINE È DIVENTATO GENERICO. LA MIA SINISTRA, AD ESEMPIO, NON E’ QUELLA DI BLAIR E RENZI” – SULLA LEADERSHIP DEL CAMPO LARGO: “SIAMO TROPPO ASSILLATI DAL TEMA DEL LEADER. A NOI TOCCA COSTRUIRE SQUADRA E PROGRAMMA. POI…”
Daniela Preziosi perwww.editorialedomani.it
Per la presentazione del suo libro Una nuova primavera (Marsilio) a Napoli, Giuseppe Conte ha chiamato un trio di politici, ma amici. Più che amici: Goffredo Bettini, che è il dem a lui più vicino, per non dire consigliere speciale, oltreché grande sponsor dell’alleanza fra M5s e Pd; verso di lui nel libro usa espressioni di grande stima e gratitudine.
C’è il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che di Conte è stato ministro; ora è uno dei più assidui tessitori della futura coalizione di centrosinistra (peraltro a sua volta governa la città con un’alleanza larghissima). E infine Roberto Fico (…)
(…) Quando prende la parola Bettini, che è direttore del periodico online Rinascita, annuncia una lettura del libro «da comunista italiano», «da uomo della sinistra che ha maturato un legame con M5s, che via via è cresciuto nella battaglie politiche».
Ripercorre le pagine di «un libro un po’ personale e molto politico», «di una storia che lo porta quasi casualmente a incontrare la politica» e per questo «è disinteressato agli obiettivi materiali, come chi ha già una solida vita alle spalle», quella di avvocato e docente universitario, attratto «sì dal tema della trasparenza e dell’onestà ma soprattutto dal tentativo visionario della rappresentanza diretta». Quello che altri chiamano populismo.
Bettini condivide le critiche che Conte muove alla sinistra – non così a Lecce aveva fatto invece Massimo D’Alema – perché, dice, quella sinistra ha vissuto «una fase di un nuovismo elitario, di distanza con la povertà e l’esclusione», e sono queste le ragioni per cui il M5s è nato e poi cresciuto – in realtà poi però è anche decresciuto –. Conte, continua, «ha il merito storico di aver mantenuto un popolo nel perimetro democratico dopo l’errore storico della caduta del Conte due. E di aver trasformato i Cinque stelle in una forza di governo».
Difende l’ex premier dagli attacchi che subisce sul Covid, definisce «agguato» la trasmissione di Nicola Porro, su Rete4, dove «da solo ha combattuto con onore contro le accuse di una destra corrotta. Ma se fossero così sicuri delle loro ragioni, perché ha dovuto combattere per essere ascoltato nelle sedi istituzionali?».
Ma soprattutto Bettini manda due messaggi. Il primo «all’insieme del nostro campo e al mio partito», cioè il Pd. Quando Conte dice che la sua è «una forza progressista collocata nel campo democratico, qualcuno invece di cogliere una svolta alza il ditino: “perché non si dice di sinistra?», «E allora lo difendo io: perché il termine “sinistra” è diventato generico. Ci sono tante sinistre, la mia sinistra per esempio non è quella di Blair, né quella di Renzi, che pure è stato il segretario di una forza di sinistra».
ALESSANDRO ONORATO – OTTO E MEZZO
Il secondo messaggio è, appunto, per Renzi. Anzi per Conte e per Matteo Renzi: «La foto dei quattro» leader del centrosinistra, «è un primo passo», «ora bisogna allargare. Ci sono energie nuove, bisogno dare fiducia», e qui elenca Ernesto Ruffini e il “suo” Alessandro Onorato, il cui Progetto civico «per gelosia viene definito un prodotto in vitro, e invece è un prodotto nato dal basso».
«Non vanno posti veti», dice all’indirizzo dell’amico ex premier che vorrebbe tenere fuori dall’alleanza Iv, «ma contano i comportamenti. Spero che quest’area si possa unire, ma questo si fa se si ha misura e si dà spazio a una nuova classe dirigente, se non si vuole fare cioè tutto da soli, come ho sentito oggi dalle dichiarazioni di Casa riformista». Renzi avvisato, si sposti di lato.
Infine sulla premiership del centrosinistra: «Diciamo di essere contro il premierato, ma poi siamo troppo assillati dal tema del leader: rischiamo di cadere nella postura del comando verticale. A noi tocca costruire una squadra, e un programma. Poi sceglieremo il leader il migliore.
goffredo bettini rilancio di rinascita
RUFFINI RENZI ONORATO
elly schlein e goffredo bettini rilancio rinascita
(..)
Daniela Preziosi perwww.editorialedomani.it
Per la presentazione del suo libro Una nuova primavera (Marsilio) a Napoli, Giuseppe Conte ha chiamato un trio di politici, ma amici. Più che amici: Goffredo Bettini, che è il dem a lui più vicino, per non dire consigliere speciale, oltreché grande sponsor dell’alleanza fra M5s e Pd; verso di lui nel libro usa espressioni di grande stima e gratitudine.
C’è il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che di Conte è stato ministro; ora è uno dei più assidui tessitori della futura coalizione di centrosinistra (peraltro a sua volta governa la città con un’alleanza larghissima). E infine Roberto Fico (…)
(…) Quando prende la parola Bettini, che è direttore del periodico online Rinascita, annuncia una lettura del libro «da comunista italiano», «da uomo della sinistra che ha maturato un legame con M5s, che via via è cresciuto nella battaglie politiche».
Ripercorre le pagine di «un libro un po’ personale e molto politico», «di una storia che lo porta quasi casualmente a incontrare la politica» e per questo «è disinteressato agli obiettivi materiali, come chi ha già una solida vita alle spalle», quella di avvocato e docente universitario, attratto «sì dal tema della trasparenza e dell’onestà ma soprattutto dal tentativo visionario della rappresentanza diretta». Quello che altri chiamano populismo.
Bettini condivide le critiche che Conte muove alla sinistra – non così a Lecce aveva fatto invece Massimo D’Alema – perché, dice, quella sinistra ha vissuto «una fase di un nuovismo elitario, di distanza con la povertà e l’esclusione», e sono queste le ragioni per cui il M5s è nato e poi cresciuto – in realtà poi però è anche decresciuto –. Conte, continua, «ha il merito storico di aver mantenuto un popolo nel perimetro democratico dopo l’errore storico della caduta del Conte due. E di aver trasformato i Cinque stelle in una forza di governo».
Difende l’ex premier dagli attacchi che subisce sul Covid, definisce «agguato» la trasmissione di Nicola Porro, su Rete4, dove «da solo ha combattuto con onore contro le accuse di una destra corrotta. Ma se fossero così sicuri delle loro ragioni, perché ha dovuto combattere per essere ascoltato nelle sedi istituzionali?».
Ma soprattutto Bettini manda due messaggi. Il primo «all’insieme del nostro campo e al mio partito», cioè il Pd. Quando Conte dice che la sua è «una forza progressista collocata nel campo democratico, qualcuno invece di cogliere una svolta alza il ditino: “perché non si dice di sinistra?», «E allora lo difendo io: perché il termine “sinistra” è diventato generico. Ci sono tante sinistre, la mia sinistra per esempio non è quella di Blair, né quella di Renzi, che pure è stato il segretario di una forza di sinistra».
ALESSANDRO ONORATO – OTTO E MEZZO
Il secondo messaggio è, appunto, per Renzi. Anzi per Conte e per Matteo Renzi: «La foto dei quattro» leader del centrosinistra, «è un primo passo», «ora bisogna allargare. Ci sono energie nuove, bisogno dare fiducia», e qui elenca Ernesto Ruffini e il “suo” Alessandro Onorato, il cui Progetto civico «per gelosia viene definito un prodotto in vitro, e invece è un prodotto nato dal basso».
«Non vanno posti veti», dice all’indirizzo dell’amico ex premier che vorrebbe tenere fuori dall’alleanza Iv, «ma contano i comportamenti. Spero che quest’area si possa unire, ma questo si fa se si ha misura e si dà spazio a una nuova classe dirigente, se non si vuole fare cioè tutto da soli, come ho sentito oggi dalle dichiarazioni di Casa riformista». Renzi avvisato, si sposti di lato.
Infine sulla premiership del centrosinistra: «Diciamo di essere contro il premierato, ma poi siamo troppo assillati dal tema del leader: rischiamo di cadere nella postura del comando verticale. A noi tocca costruire una squadra, e un programma. Poi sceglieremo il leader il migliore.
goffredo bettini rilancio di rinascita
RUFFINI RENZI ONORATO
elly schlein e goffredo bettini rilancio rinascita
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DAGOREPORT – CON L’ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L’IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL’OPPOSIZIONE – LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ”SECCHE” O CON BALLOTTAGGIO? – RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO – RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO’ POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA – A FAVORE DI ELLY: L’ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA’ DI DAR VITA ALLA ”TERZA GAMBA” CENTRISTA – IL CASO SALIS – RENZI, “IL MALE NECESSARIO” PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI…

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! – SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE, I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA – CHE FARE? NIENT’ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE – ALTRIMENTI, TENERSI L’ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO…..

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E’ ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? – È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO – LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI – MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L’AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE – FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL’8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…





















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