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DOV’È AUNG SAN SUU KYI? – DA TEMPO NON SI HANNO NOTIZIE DEL PREMIO NOBEL PER LA PACE E LEADER DELLE LOTTE PER LA DEMOCRAZIA IN BIRMANIA. SI PENSA CHE SIA MALATA, QUALCUNO TEME CHE SIA MORTA. DI CERTO LA GIUNTA MILITARE, CHE HA PRESO IL POTERE NEL 2021 CON UN COLPO DI STATO, LE IMPEDISCE DI INCONTRARE O DI PARLARE CON QUALCUNO, A COMINCIARE DALLA FAMIGLIA E DAI SUOI AVVOCATI – IL FIGLIO KIM ARIS HA RICEVUTO L’ULTIMA LETTERA DALLA MADRE DUE ANNI FA – IL REGIME BIRMANO È IMPEGNATO IN UNA FEROCE REPRESSIONE DELL’OPPOSIZIONE ARMATA…
Estratto dell’articolo di Danilo Taino per il “Corriere della Sera”
Dov’è Aung San Suu Kyi? Ci sono Paesi nei quali vincere un Premio Nobel per la Pace e stravincere le elezioni ti fa sparire. Succede in Myanmar (Birmania), retto da una violenta giunta militare golpista, la quale ha pochi amici nel mondo ma tutto sommato nemmeno nemici abbastanza decisi a frustrare i suoi crimini.
Quella che per anni e anni è stata un’eroina dell’Occidente (il Nobel è del 1991) giace infatti quasi dimenticata, non si sa dove, nelle mani del generale Min Aung Hlaing, il capo del regime. Si pensa che sia malata, qualcuno teme che sia morta.
[…] il governo che ha preso il potere nel 2021 con un colpo di Stato si rifiuta di farla incontrare e parlare con chiunque, a cominciare dalla famiglia e dai suoi avvocati. Il figlio Kim Aris ha ricevuto l’ultima lettera di Aung San Suu Kyi due anni fa e, da Londra, sostiene che la salute della madre, 81 anni, peggiora.
La donna è stata la leader delle lotte birmane per la democrazia contro le dittature militari: un percorso lungo e tortuoso che nel novembre 2020 è sfociato nella sua vittoria alle elezioni generali. Nel febbraio successivo è stata arrestata dopo che i militari avevano preso il potere con le armi.
Le diverse condanne che ha poi subito si sono accumulate in una pena complessiva di 33 anni, ridotti poi a 18. Un paio di mesi fa, la giunta ha fatto sapere di averla trasferita agli arresti domiciliari ma non si sa dove.
PROTESTE CONTRO AUNG SAN SUU KYI PER IL MASSACRO DEI ROHINGYA
Ai Paesi che chiedono di contattarla, in testa Stati Uniti e Unione europea, il governo ha risposto che ciò sarà possibile quando avrà scontato la pena (attorno ai suoi cent’anni, si suppone).
Il regime birmano è impegnato in una feroce repressione dell’opposizione armata che in passato ha conquistato roccaforti nel Paese ma ora è in difficoltà, anche grazie al sostegno cinese alla giunta, con la quale Pechino ha rapporti economici.
[…] Aung San Suu Kyi sconta il silenzio con il quale, nel decennio scorso, accompagnò la persecuzione delle popolazioni Rohingya da parte dei militari. Per quanto il suo nome brilli meno di un tempo, resta però una grande combattente contro uno dei peggiori regimi del pianeta. Le democrazie potrebbero fare di più per evitare che la sua famiglia e il suo popolo finiscano con il non vederla mai più.
AUNG SAN SUU KYI
Papa con Aung San Suu Kyi
obama e aung san suu kyi
barack obama incontra aung san suu kyi 6
aung san suu kyi 1
Estratto dell’articolo di Danilo Taino per il “Corriere della Sera”
Dov’è Aung San Suu Kyi? Ci sono Paesi nei quali vincere un Premio Nobel per la Pace e stravincere le elezioni ti fa sparire. Succede in Myanmar (Birmania), retto da una violenta giunta militare golpista, la quale ha pochi amici nel mondo ma tutto sommato nemmeno nemici abbastanza decisi a frustrare i suoi crimini.
Quella che per anni e anni è stata un’eroina dell’Occidente (il Nobel è del 1991) giace infatti quasi dimenticata, non si sa dove, nelle mani del generale Min Aung Hlaing, il capo del regime. Si pensa che sia malata, qualcuno teme che sia morta.
[…] il governo che ha preso il potere nel 2021 con un colpo di Stato si rifiuta di farla incontrare e parlare con chiunque, a cominciare dalla famiglia e dai suoi avvocati. Il figlio Kim Aris ha ricevuto l’ultima lettera di Aung San Suu Kyi due anni fa e, da Londra, sostiene che la salute della madre, 81 anni, peggiora.
La donna è stata la leader delle lotte birmane per la democrazia contro le dittature militari: un percorso lungo e tortuoso che nel novembre 2020 è sfociato nella sua vittoria alle elezioni generali. Nel febbraio successivo è stata arrestata dopo che i militari avevano preso il potere con le armi.
Le diverse condanne che ha poi subito si sono accumulate in una pena complessiva di 33 anni, ridotti poi a 18. Un paio di mesi fa, la giunta ha fatto sapere di averla trasferita agli arresti domiciliari ma non si sa dove.
PROTESTE CONTRO AUNG SAN SUU KYI PER IL MASSACRO DEI ROHINGYA
Ai Paesi che chiedono di contattarla, in testa Stati Uniti e Unione europea, il governo ha risposto che ciò sarà possibile quando avrà scontato la pena (attorno ai suoi cent’anni, si suppone).
Il regime birmano è impegnato in una feroce repressione dell’opposizione armata che in passato ha conquistato roccaforti nel Paese ma ora è in difficoltà, anche grazie al sostegno cinese alla giunta, con la quale Pechino ha rapporti economici.
[…] Aung San Suu Kyi sconta il silenzio con il quale, nel decennio scorso, accompagnò la persecuzione delle popolazioni Rohingya da parte dei militari. Per quanto il suo nome brilli meno di un tempo, resta però una grande combattente contro uno dei peggiori regimi del pianeta. Le democrazie potrebbero fare di più per evitare che la sua famiglia e il suo popolo finiscano con il non vederla mai più.
AUNG SAN SUU KYI
Papa con Aung San Suu Kyi
obama e aung san suu kyi
barack obama incontra aung san suu kyi 6
aung san suu kyi 1

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL’8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL “CASO STRIANO”, CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL “CASO EQUALIZE”, SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO “SQUADRA FIORE”, COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

DAGOREPORT – LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE – INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA – CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE – IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM – VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO – MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN’OPAS SU SIENA CONTRO L’OPAS DI INTESA…

FLASH! – A PROPOSITO DI DESTRA E QUIRINALE: AVVISATE MELONI CHE NEL DICEMBRE 1971 GIORGIO ALMIRANTE, GIÀ FUNZIONARIO DEL REGIME FASCISTA DURANTE LA REPUBBLICA DI SALO’, E TUTTO IL GRUPPO DEL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO (MSI) VOTARONO A FAVORE DEL DEMOCRISTIANO GIOVANNI LEONE ALL’ELEZIONE PER LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA…





















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