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SOLDI, AMORI, TRAGEDIE E CASINÒ: L’INCREDIBILE VITA DI LJUBA RIZZOLI – LA 94ENNE VEDOVA DI ANDREA RIZZOLI BATTE CASSA AGLI EREDI DEL CAV: “NEL 1987 CEDETTI MILANELLO A SILVIO BERLUSCONI. FACEMMO UN ACCORDO INFORMALE, CON L’IMPEGNO DI DEFINIRE IL PREZZO PIÙ AVANTI. ORA HO BISOGNO DI AVERE I SOLDI CHE MI SPETTANO. HO SCRITTO A MARINA, CHE PERÒ MI HA RISPOSTO DI NON SEGUIRE IL CALCIO E DI NON POTERMI AIUTARE. IO PERÒ NON MI ARRENDO” – DOPO IL SUICIDIO DELLA FIGLIA 23ENNE ISABELLA “È STATO COSÌ DURO SOPRAVVIVERE, CI SONO VOLUTI 4 ANNI E 7 ELETTROCHOC PRIMA CHE POTESSI DI NUOVO COMINCIARE A PARLARE” – LA VOLTA CHE FU RAPITA A CAP D’AIL, IN FRANCIA: “ERO SULLA ROLLS ROYCE, QUATTRO PERSONE MI BLOCCARONO E MI FECERO FIRMARE UN DOCUMENTO CON IL QUALE CEDEVO UNA PROPRIETÀ EREDITATA DA ANDREA. LE ALTERNATIVE ERANO FINIRE IN MARE CON UNA PIETRA AL COLLO O IN SEDIA A ROTELLE” – LA VOLTA AL CASINÒ CON ORSON WELLES
Estratto dell’articolo di Elvira Serra per il “Corriere della Sera”
Per raccontare Ljuba Rizzoli non basta un libro, ci vuole un’enciclopedia. Ha compiuto ieri 94 anni di una vita ricchissima e complicata, sopravvivendo a testacoda che avrebbero messo fuori gioco chiunque, ma non lei, tenace e ironica per carattere, rapidissima e curiosa di testa, generosa ed empatica di cuore.
Non voleva rispondere a nessuna telefonata, perché il 27 giugno era anche il compleanno della sua Isabellina, morta suicida a 23 anni nel 1987, e la sua assenza, adesso, è una presenza dolorosa. […]
Signora Rizzoli, la vita non ha mai smesso di farle sgambetti. A gennaio è scomparso il suo ultimo compagno, Rolland Courbis, già calciatore e allenatore, poi commentatore sportivo. Come l’ha presa?
«È mancato in poche ore. Stava bene, era un tipo alla José Mourinho. Doveva raggiungermi a Montecarlo il giorno dopo, invece mi chiama per dire che aveva un po’ di febbre e che voleva andare all’ospedale per farsi vedere».
E poi?
«Dopo qualche ora, alle otto di sera, ho chiamato l’ospedale, ma mi hanno detto che non potevano darmi notizie perché non ero una parente. Però hanno aggiunto che nella sua stanza c’era una persona e mi potevano far parlare con lei».
Chi era?
«La figlia Olivia, della quale ho scoperto l’esistenza in quel momento per telefono. Devo dire che è stata molto affettuosa. Dopo, ha avvicinato il cellulare all’orecchio del padre per permettermi di salutarlo. Gli ho parlato per ore, fino all’ultimo respiro, il mattino dopo alle cinque e 5 minuti».
Si è sentita tradita, dopo quella scoperta?
«Lui poteva fare quello che voleva, a me bastava non sapere e non vedere nulla. Non mi ha fatto mai mancare le sue attenzioni, mi chiamava 20 volte al giorno, abbiamo passato decine di Natali insieme in oltre 40 anni di relazione».
È andata al suo funerale?
«No, non me la sono sentita. È stato così duro sopravvivere a Isabellina, ci sono voluti 4 anni e 7 elettrochoc prima che potessi di nuovo cominciare a parlare. Per me è come se Rolland fosse ancora a Parigi a lavorare. Ieri notte ho guardato le partite del Mondiale fino alle 6 del mattino e mi pareva di sentire la sua voce fra i commentatori».
Come vi eravate conosciuti?
«Grazie a mio marito Andrea, che era pazzo di lui, amava il suo bel carattere, la sua Porsche bianca: uscivano insieme con il braccio fuori dal finestrino. Ha frequentato molto la nostra casa e poi quando è mancato Andrea mi è stato molto vicino, anche quando è morta Isabellina: veniva a trovarmi con la madre e mi teneva la mano».
Un ricordo pazzo?
«Una volta, quando allenava il Toulouse, gli feci recapitare in dono un elicottero che atterrò proprio sul campo da gioco. Si arrabbiò moltissimo. I suoi amici gli chiedevano cosa trovasse in una donna di 20 anni più grande, ma lui replicava che ero bella, intelligente e ricca; cosa c’era che non andava?».
[…]
Forse è il suo karma, di affrontare prove molto dure.
«Mi sono successe cose violentissime, che o ne esci o muori. E per me valeva sempre il detto: à la guerre comme à la guerre».
Sogna ancora Isabellina e il padre, Andrea Rizzoli?
«Purtroppo sogno Andrea quasi tutte le notti e abitiamo ancora nella casa di via del Gesù. Nel sogno lui ha sempre un’amante, Rosalia, che vede di nascosto, e io ne sono gelosissima. L’altro ieri ho sognato che era perfino tornato con la sua prima moglie e lei mi consolava».
ljuba rizzoli con ranieri di monaco, liz taylor e grace kelly
Chi sente ancora della famiglia Rizzoli?
«Annina, l’ultima figlia rimasta dal suo primo matrimonio. È meravigliosa, mi viene a trovare, è affettuosa. Vive nella riserva di caccia dove ho abitato per 23 anni da ottobre a gennaio e dove adesso ha un allevamento di cavalli. Sembra quasi una signora inglese, tanto è composta».
Nella sua lunga vita ha frequentato personaggi fuori dall’ordinario, attori, banchieri, capi di Stato. Chi l’ha emozionata di più?
«Forse Orson Welles. In realtà avevo conosciuto prima la sua ex moglie, Rita Hayworth, nella tenuta del mio primo marito, Ettore Tagliabue. Pensi che da ragazzina mi chiudevo in camera e sognavo di essere lei, cantando davanti allo specchio».
E Orson Welles, invece?
«Lo incontrai a Singapore, quando feci il giro del mondo. Andammo insieme a giocare al Casinò di Macao».
L’ultima volta che è stata a un casinò?
«Ma è qui a cento metri da casa mia, quasi come se fosse incorporato! Ormai non gioco più, prima puntavo alla roulette e lì altro che i soldi della Banque de France… Adesso non posso giocare i microbi, farei ridere i polli».
Non le è rimasto nessun gioiello della collezione favolosa di Maharani che le aveva comprato all’asta Andrea Rizzoli?
«Qualcosa mi è rimasto. Se ripenso a lui, seduto sul letto con la testa fra le mani quando il banchiere che avevamo mandato all’asta gli disse che aveva comprato tre lotti di gioielli… Andrea gli aveva dato come indicazione di non alzare il dito se passava il prezzo di riserva, ma tutti i lotti non lo avevano nemmeno raggiunto.
Io però lo rassicurai: vedrai che riusciamo a rivendere tutto ai gioiellieri. Un collier di rubini lo diedi a Khashoggi: con quei soldi comprai una torre ad Andrea che non volevo acquistasse l’editore Fabbri».
Mi diceva che ne ha ancora qualcuno.
«Sì. Non volevo amministrarmi male, ma non credevo di vivere tanti anni, è lì che ho sbagliato i conti. Nella vita mi è successo di tutto: sa che sono anche stata rapita a Cap d’Ail?».
ljuba rizzoli in compagnia di liz taylor, andy warhol e marina cicogna a montecarlo nel 1973
Davvero?
«Sarà stato il 1990, ero venuta via da Montecarlo con la mia Rolls bianca, piovigginava. Non avevo la guardia del corpo perché qui sono carissime e con quei soldi preferivo giocare al casinò.
Insomma, quando arrivo a Cap d’Ail una Mercedes nera mi blocca e quattro persone mi ordinano di andare a prendere un caffè con loro. Lì, mi hanno fatto firmare un documento con il quale cedevo una proprietà che avevo ereditato da Andrea.
Le alternative, mi minacciarono, erano due: finire in mare con una pietra al collo o finire in sedia a rotelle».
Ora ricordiamo un momento molto felice?
«Quando mi sono sposata. E quando è nata Isabellina, in una clinica in Svizzera. Dopo il parto venne a trovarmi il Cumenda, il padre di Andrea, che espresse tutta la sua felicità. Mi disse che da quel momento ero diventata importante e aggiunse di voler adottare Isabellina. Ma la differenza di età era enorme, allora propose di adottare me. In famiglia, però, quell’idea deve aver creato grandi dispiaceri».
ljuba rizzoli a milano negli anni novanta
Andrea era d’accordo?
«Sì, certo! Comunque fu allora che il Cumenda decise di regalare a Isabellina Milanello. Poi Isabellina è morta e Milanello è passata a me».
Quando l’ha ceduto a Silvio Berlusconi?
«Quattro giorni dopo la morte di Isabellina vennero a Montecarlo l’avvocato Dotti con l’Ariosto. Berlusconi aveva comprato il Milan l’anno precedente e voleva acquistare anche Milanello. Si figuri cosa me ne fregava, avevo appena perso mia figlia. Facemmo un accordo informale, con l’impegno di definire meglio il prezzo più avanti. Io ai tempi non avevo problemi economici. Poi però le cose sono cambiate e ora ho bisogno di avere i soldi che mi spettano».
Non ne ha parlato con la famiglia Berlusconi?
«Ho scritto tramite l’avvocato a Marina, che però mi ha risposto di non seguire il calcio e di non potermi aiutare. Io però non mi arrendo perché così non è giusto. Dopodiché, preferisco mangiare pane e acqua piuttosto che stare a chiedere l’elemosina».
Come passa le giornate?
ljuba rizzoli con walter chiari e alida cheli nel 1969
«Ogni giorno mi sveglio alle 14, mangio un’insalata o un piatto con tacchino affettato o pollo. Amo anche le tagliatelle con il pomodoro. Poi esco in piazza e vado all’Hotel de Paris, che sembra il mio quartier generale».
Come vuole vivere i prossimi anni?
«C’è un signore angloamericano che mi corteggia. Non si può finire la vita da soli».
ljuba rizzoli in posa con i suoi cani
ljuba rizzoli con marta marzotto nel 1995
ljuba rizzoli nel 1969 con marc chagall
ljuba rizzoli nel 1957 su una pista di ghiaccio
ljuba rizzoli nel 1992 con giulio andreotti e sandra carraro
ljuba rizzoli e brando brandolini
ljuba rizzoli e david niven
ljuba rizzoli e farah diba
ljuba rizzoli e gianni rivera
ljuba rizzoli e giulio andreotti
ljuba rizzoli e ira furstenberg
ljuba rizzoli e isabella rizzoli
ljuba rizzoli e ivanka trump
ljuba rizzoli e tony renis
ljuba rizzoli, andrea e isabella
ljuba rizzoli, giancarlo giannini, andrea rizzoli
ljuba rizzoli 1
ljuba rizzoli 3
ljuba rizzoli 8
ljuba rizzoli 1
ljuba rizzoli 2
ljuba rizzoli 3
ljuba rizzoli 4
ljuba rizzoli
LJUBA RIZZOLI
ljuba rizzoli 19
ljuba rizzoli
ljuba rizzoli a casa sua oggi
ljuba rizzoli nel 1968 con la figlia isabellina
ljuba rizzoli con bono vox al gp di montecarlo nel 2004
ljuba rizzoli con federico fellini a una cena del montecarlo sporting d’ete
ljuba rizzoli con il marito andrea a venezia nel 1971
Estratto dell’articolo di Elvira Serra per il “Corriere della Sera”
Per raccontare Ljuba Rizzoli non basta un libro, ci vuole un’enciclopedia. Ha compiuto ieri 94 anni di una vita ricchissima e complicata, sopravvivendo a testacoda che avrebbero messo fuori gioco chiunque, ma non lei, tenace e ironica per carattere, rapidissima e curiosa di testa, generosa ed empatica di cuore.
Non voleva rispondere a nessuna telefonata, perché il 27 giugno era anche il compleanno della sua Isabellina, morta suicida a 23 anni nel 1987, e la sua assenza, adesso, è una presenza dolorosa. […]
Signora Rizzoli, la vita non ha mai smesso di farle sgambetti. A gennaio è scomparso il suo ultimo compagno, Rolland Courbis, già calciatore e allenatore, poi commentatore sportivo. Come l’ha presa?
«È mancato in poche ore. Stava bene, era un tipo alla José Mourinho. Doveva raggiungermi a Montecarlo il giorno dopo, invece mi chiama per dire che aveva un po’ di febbre e che voleva andare all’ospedale per farsi vedere».
E poi?
«Dopo qualche ora, alle otto di sera, ho chiamato l’ospedale, ma mi hanno detto che non potevano darmi notizie perché non ero una parente. Però hanno aggiunto che nella sua stanza c’era una persona e mi potevano far parlare con lei».
Chi era?
«La figlia Olivia, della quale ho scoperto l’esistenza in quel momento per telefono. Devo dire che è stata molto affettuosa. Dopo, ha avvicinato il cellulare all’orecchio del padre per permettermi di salutarlo. Gli ho parlato per ore, fino all’ultimo respiro, il mattino dopo alle cinque e 5 minuti».
Si è sentita tradita, dopo quella scoperta?
«Lui poteva fare quello che voleva, a me bastava non sapere e non vedere nulla. Non mi ha fatto mai mancare le sue attenzioni, mi chiamava 20 volte al giorno, abbiamo passato decine di Natali insieme in oltre 40 anni di relazione».
È andata al suo funerale?
«No, non me la sono sentita. È stato così duro sopravvivere a Isabellina, ci sono voluti 4 anni e 7 elettrochoc prima che potessi di nuovo cominciare a parlare. Per me è come se Rolland fosse ancora a Parigi a lavorare. Ieri notte ho guardato le partite del Mondiale fino alle 6 del mattino e mi pareva di sentire la sua voce fra i commentatori».
Come vi eravate conosciuti?
«Grazie a mio marito Andrea, che era pazzo di lui, amava il suo bel carattere, la sua Porsche bianca: uscivano insieme con il braccio fuori dal finestrino. Ha frequentato molto la nostra casa e poi quando è mancato Andrea mi è stato molto vicino, anche quando è morta Isabellina: veniva a trovarmi con la madre e mi teneva la mano».
Un ricordo pazzo?
«Una volta, quando allenava il Toulouse, gli feci recapitare in dono un elicottero che atterrò proprio sul campo da gioco. Si arrabbiò moltissimo. I suoi amici gli chiedevano cosa trovasse in una donna di 20 anni più grande, ma lui replicava che ero bella, intelligente e ricca; cosa c’era che non andava?».
[…]
Forse è il suo karma, di affrontare prove molto dure.
«Mi sono successe cose violentissime, che o ne esci o muori. E per me valeva sempre il detto: à la guerre comme à la guerre».
Sogna ancora Isabellina e il padre, Andrea Rizzoli?
«Purtroppo sogno Andrea quasi tutte le notti e abitiamo ancora nella casa di via del Gesù. Nel sogno lui ha sempre un’amante, Rosalia, che vede di nascosto, e io ne sono gelosissima. L’altro ieri ho sognato che era perfino tornato con la sua prima moglie e lei mi consolava».
ljuba rizzoli con ranieri di monaco, liz taylor e grace kelly
Chi sente ancora della famiglia Rizzoli?
«Annina, l’ultima figlia rimasta dal suo primo matrimonio. È meravigliosa, mi viene a trovare, è affettuosa. Vive nella riserva di caccia dove ho abitato per 23 anni da ottobre a gennaio e dove adesso ha un allevamento di cavalli. Sembra quasi una signora inglese, tanto è composta».
Nella sua lunga vita ha frequentato personaggi fuori dall’ordinario, attori, banchieri, capi di Stato. Chi l’ha emozionata di più?
«Forse Orson Welles. In realtà avevo conosciuto prima la sua ex moglie, Rita Hayworth, nella tenuta del mio primo marito, Ettore Tagliabue. Pensi che da ragazzina mi chiudevo in camera e sognavo di essere lei, cantando davanti allo specchio».
E Orson Welles, invece?
«Lo incontrai a Singapore, quando feci il giro del mondo. Andammo insieme a giocare al Casinò di Macao».
L’ultima volta che è stata a un casinò?
«Ma è qui a cento metri da casa mia, quasi come se fosse incorporato! Ormai non gioco più, prima puntavo alla roulette e lì altro che i soldi della Banque de France… Adesso non posso giocare i microbi, farei ridere i polli».
Non le è rimasto nessun gioiello della collezione favolosa di Maharani che le aveva comprato all’asta Andrea Rizzoli?
«Qualcosa mi è rimasto. Se ripenso a lui, seduto sul letto con la testa fra le mani quando il banchiere che avevamo mandato all’asta gli disse che aveva comprato tre lotti di gioielli… Andrea gli aveva dato come indicazione di non alzare il dito se passava il prezzo di riserva, ma tutti i lotti non lo avevano nemmeno raggiunto.
Io però lo rassicurai: vedrai che riusciamo a rivendere tutto ai gioiellieri. Un collier di rubini lo diedi a Khashoggi: con quei soldi comprai una torre ad Andrea che non volevo acquistasse l’editore Fabbri».
Mi diceva che ne ha ancora qualcuno.
«Sì. Non volevo amministrarmi male, ma non credevo di vivere tanti anni, è lì che ho sbagliato i conti. Nella vita mi è successo di tutto: sa che sono anche stata rapita a Cap d’Ail?».
ljuba rizzoli in compagnia di liz taylor, andy warhol e marina cicogna a montecarlo nel 1973
Davvero?
«Sarà stato il 1990, ero venuta via da Montecarlo con la mia Rolls bianca, piovigginava. Non avevo la guardia del corpo perché qui sono carissime e con quei soldi preferivo giocare al casinò.
Insomma, quando arrivo a Cap d’Ail una Mercedes nera mi blocca e quattro persone mi ordinano di andare a prendere un caffè con loro. Lì, mi hanno fatto firmare un documento con il quale cedevo una proprietà che avevo ereditato da Andrea.
Le alternative, mi minacciarono, erano due: finire in mare con una pietra al collo o finire in sedia a rotelle».
Ora ricordiamo un momento molto felice?
«Quando mi sono sposata. E quando è nata Isabellina, in una clinica in Svizzera. Dopo il parto venne a trovarmi il Cumenda, il padre di Andrea, che espresse tutta la sua felicità. Mi disse che da quel momento ero diventata importante e aggiunse di voler adottare Isabellina. Ma la differenza di età era enorme, allora propose di adottare me. In famiglia, però, quell’idea deve aver creato grandi dispiaceri».
ljuba rizzoli a milano negli anni novanta
Andrea era d’accordo?
«Sì, certo! Comunque fu allora che il Cumenda decise di regalare a Isabellina Milanello. Poi Isabellina è morta e Milanello è passata a me».
Quando l’ha ceduto a Silvio Berlusconi?
«Quattro giorni dopo la morte di Isabellina vennero a Montecarlo l’avvocato Dotti con l’Ariosto. Berlusconi aveva comprato il Milan l’anno precedente e voleva acquistare anche Milanello. Si figuri cosa me ne fregava, avevo appena perso mia figlia. Facemmo un accordo informale, con l’impegno di definire meglio il prezzo più avanti. Io ai tempi non avevo problemi economici. Poi però le cose sono cambiate e ora ho bisogno di avere i soldi che mi spettano».
Non ne ha parlato con la famiglia Berlusconi?
«Ho scritto tramite l’avvocato a Marina, che però mi ha risposto di non seguire il calcio e di non potermi aiutare. Io però non mi arrendo perché così non è giusto. Dopodiché, preferisco mangiare pane e acqua piuttosto che stare a chiedere l’elemosina».
Come passa le giornate?
ljuba rizzoli con walter chiari e alida cheli nel 1969
«Ogni giorno mi sveglio alle 14, mangio un’insalata o un piatto con tacchino affettato o pollo. Amo anche le tagliatelle con il pomodoro. Poi esco in piazza e vado all’Hotel de Paris, che sembra il mio quartier generale».
Come vuole vivere i prossimi anni?
«C’è un signore angloamericano che mi corteggia. Non si può finire la vita da soli».
ljuba rizzoli in posa con i suoi cani
ljuba rizzoli con marta marzotto nel 1995
ljuba rizzoli nel 1969 con marc chagall
ljuba rizzoli nel 1957 su una pista di ghiaccio
ljuba rizzoli nel 1992 con giulio andreotti e sandra carraro
ljuba rizzoli e brando brandolini
ljuba rizzoli e david niven
ljuba rizzoli e farah diba
ljuba rizzoli e gianni rivera
ljuba rizzoli e giulio andreotti
ljuba rizzoli e ira furstenberg
ljuba rizzoli e isabella rizzoli
ljuba rizzoli e ivanka trump
ljuba rizzoli e tony renis
ljuba rizzoli, andrea e isabella
ljuba rizzoli, giancarlo giannini, andrea rizzoli
ljuba rizzoli 1
ljuba rizzoli 3
ljuba rizzoli 8
ljuba rizzoli 1
ljuba rizzoli 2
ljuba rizzoli 3
ljuba rizzoli 4
ljuba rizzoli
LJUBA RIZZOLI
ljuba rizzoli 19
ljuba rizzoli
ljuba rizzoli a casa sua oggi
ljuba rizzoli nel 1968 con la figlia isabellina
ljuba rizzoli con bono vox al gp di montecarlo nel 2004
ljuba rizzoli con federico fellini a una cena del montecarlo sporting d’ete
ljuba rizzoli con il marito andrea a venezia nel 1971

DAGOREPORT – L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? – AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L’ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO – OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? – IN SOCCORSO DI “GIGIORGIA”, ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” – FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL “FALSARIO” RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L’ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” – IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE – SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% – A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? – MA IN TAL CASO, L’USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE…

DAGOREPORT – ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA’ VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA “GIGIORGIA” PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E’ CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… – VIDEO

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE – E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL’INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? – CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU’ LIBICHE (“PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO”), CHISSA’ QUANTO SARA’ COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI… – VIDEO

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI –LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…





















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