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CARACAS SULL’ORLO DEL CRAC – IL VENEZUELA HA UN DEBITO ESTERO DI 240 MILIARDI DI DOLLARI, UNA CIFRA SUPERIORE AI 150 MILIARDI STIMATI FINORA DAI MERCATI. LO RIVELA IL “FINANCIAL TIMES”: “IL GOVERNO DI DELCY RODRÍGUEZ STA CERCANDO DI RAGGIUNGERE UN ACCORDO CON I CREDITORI. APRIREBBE LA STRADA AL RITORNO DEL PAESE SUI MERCATI INTERNAZIONALI, DOPO ESSERNE STATO ESCLUSO PER UN DECENNIO SOTTO MADURO” – IL DEBITO È DOVUTO IN BUONA PARTE ALLE OBBLIGAZIONI EMESSE DALLA COMPAGNIA PETROLIFERA STATALE PETRÓLEOS. SI STIMA CHE CARACAS DEVE ALLA CINA UNA SOMMA TRA I 10 E I 20 MILIARDI DI DOLLARI, E ALTRI 6 MILIARDI ALLA RUSSIA…
delcy rodriguez firma la legge per di amnistia
(ANSA) – CARACAS, 24 GIU – Secondo il Financial Times il Venezuela si sta preparando a rivelare l’esistenza di un debito estero totale di 240 miliardi di dollari, una cifra significativamente superiore ai 150-200 miliardi di dollari stimati attualmente dai mercati.
“Secondo fonti vicine ai negoziati il Venezuela rivelerà un debito significativamente più elevato rispetto alle stime di mercato (che oscillano tra i 150 e i 200 miliardi di dollari) quando presenterà la sua reale situazione finanziaria ai creditori nelle prossime settimane”, riferisce oggi il quotidiano britannico.
delcy rodriguez nicolas maduro
“Il governo ad interim di Delcy Rodríguez sta cercando di raggiungere un accordo con i creditori entro la fine dell’anno. Questo patto aprirebbe la strada al ritorno del Paese sui mercati internazionali, dopo esserne stato escluso per quasi un decennio sotto il governo di Maduro”, prosegue l’articolo, datato New York e Londra.
Caracas aveva annunciato il 15 maggio di aver incaricato la società statunitense Centerview Partners come principale consulente finanziario per guidare la ristrutturazione del debito pubblico estero con l’obiettivo di accelerare i negoziati con i creditori. Si tratta di una società legata al banchiere francese Matthieu Pigase che in passato ha partecipato a operazioni di rifinanziamento per Grecia e Argentina e che, secondo il Ft, “ha uno stretto rapporto con Rodríguez che risale a oltre un decennio fa”.
xi jinping e nicolas maduro a pechino nel 2023
Secondo informazioni pubbliche la parte principale del debito è rappresentata attualmente dalle obbligazioni emesse dalla Repubblica e dalla compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela (PDVSA). Si tratterebbe di circa 60 miliardi di dollari più 40 miliardi di dollari di interessi maturati in seguito al default dichiarato da Maduro nel 2017.
L’accumulo di interessi su questo debito aumenta di 5 miliardi di dollari ogni anno e gli investitori stimano anche che il Venezuela abbia maturato obbligazioni tra i 30 e i 50 miliardi di dollari con le compagnie petrolifere e gli intermediari per fatture non pagate, oltre a 20 miliardi di dollari di crediti non riscossi da aziende espropriate da Hugo Chávez.
Si stima inoltre che il Venezuela deve alla Cina una somma tra i 10 e i 20 miliardi di dollari, 6 miliardi di dollari alla Russia e 4 miliardi di dollari a banche multilaterali (come la CAF e la BID). La cifra complessiva, osserva il Ft, eclissa persino i più grandi processi di ristrutturazione del debito della storia, come quello della Grecia.
xi jinping e nicolas maduro a caracas nel 2014
Delcy Rodriguez giura da presidente ad interim del venezuela
delcy rodriguez firma la legge per di amnistia
(ANSA) – CARACAS, 24 GIU – Secondo il Financial Times il Venezuela si sta preparando a rivelare l’esistenza di un debito estero totale di 240 miliardi di dollari, una cifra significativamente superiore ai 150-200 miliardi di dollari stimati attualmente dai mercati.
“Secondo fonti vicine ai negoziati il Venezuela rivelerà un debito significativamente più elevato rispetto alle stime di mercato (che oscillano tra i 150 e i 200 miliardi di dollari) quando presenterà la sua reale situazione finanziaria ai creditori nelle prossime settimane”, riferisce oggi il quotidiano britannico.
delcy rodriguez nicolas maduro
“Il governo ad interim di Delcy Rodríguez sta cercando di raggiungere un accordo con i creditori entro la fine dell’anno. Questo patto aprirebbe la strada al ritorno del Paese sui mercati internazionali, dopo esserne stato escluso per quasi un decennio sotto il governo di Maduro”, prosegue l’articolo, datato New York e Londra.
Caracas aveva annunciato il 15 maggio di aver incaricato la società statunitense Centerview Partners come principale consulente finanziario per guidare la ristrutturazione del debito pubblico estero con l’obiettivo di accelerare i negoziati con i creditori. Si tratta di una società legata al banchiere francese Matthieu Pigase che in passato ha partecipato a operazioni di rifinanziamento per Grecia e Argentina e che, secondo il Ft, “ha uno stretto rapporto con Rodríguez che risale a oltre un decennio fa”.
xi jinping e nicolas maduro a pechino nel 2023
Secondo informazioni pubbliche la parte principale del debito è rappresentata attualmente dalle obbligazioni emesse dalla Repubblica e dalla compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela (PDVSA). Si tratterebbe di circa 60 miliardi di dollari più 40 miliardi di dollari di interessi maturati in seguito al default dichiarato da Maduro nel 2017.
L’accumulo di interessi su questo debito aumenta di 5 miliardi di dollari ogni anno e gli investitori stimano anche che il Venezuela abbia maturato obbligazioni tra i 30 e i 50 miliardi di dollari con le compagnie petrolifere e gli intermediari per fatture non pagate, oltre a 20 miliardi di dollari di crediti non riscossi da aziende espropriate da Hugo Chávez.
Si stima inoltre che il Venezuela deve alla Cina una somma tra i 10 e i 20 miliardi di dollari, 6 miliardi di dollari alla Russia e 4 miliardi di dollari a banche multilaterali (come la CAF e la BID). La cifra complessiva, osserva il Ft, eclissa persino i più grandi processi di ristrutturazione del debito della storia, come quello della Grecia.
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DAGOREPORT – ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA’ VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA “GIGIORGIA” PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E’ CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… – VIDEO

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE – E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL’INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? – CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU’ LIBICHE (“PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO”), CHISSA’ QUANTO SARA’ COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI… – VIDEO

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI –LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV – IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL “DEGRADO”, IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA – PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL “DEGRADO” POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? – DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO’: “AO’ SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE ‘STA PINA!”





















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