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CHE C’AZZECCANO MARIO E ELLY? – DRAGHI FA “IL CONSIGLIORI” DI ELLY SCHLEIN E LE HA SUGGERITO DI NON PARLARE DI PATRIMONIALE – I DUE SI SONO INCONTRATI UN PAIO DI VOLTE. LUI NE APPREZZA IL CARATTERE DA “SECCHIONA” – IL FOGLIO: “DRAGHI SUGGERISCE A SCHLEIN DI APPARIRE MENO RIVOLUZIONARIA E DI OCCUPARSI DEL CENTRO. L’EX PRESIDENTE PENSA CHE SCHLEIN DEBBA FARE LA MODERATA, MOSTRARLO. UN ALTRO CONSIGLIO? NON DARE L’IMPRESSIONE CHE VUOLE FARE DI PALAZZO CHIGI UNA BIRRERIA BOLOGNESE IN COMPAGNIA DI IGOR TARUFFI E GASPARE RIGHI. E POI LA INVITA A ASCOLTARE SEMPRE TUTTI (ORA AVETE COMPRESO DA DOVE ARRIVA L’IDEA DELLA CAMPAGNA DI ASCOLTO DI SCHLEIN IN GIRO PER IL PAESE?)” – LA MONETA DI SCAMBIO PER DRAGHI SARA’ L’ELEZIONE AL COLLE NEL 2029? – NON SOLO PRODI E DRAGHI, ELLY COSTRUISCE LA SUA TELA PER PALAZZO CHIGI ANCHE CON IL POTENTE VINCENZO GESMUNDO, GRAN CAPO DELLA COLDIRETTI…
Carmelo Caruso per il Foglio – Estratti
Caro Conte, tieniti forte e stretta la pochette: Mario Draghi stima Elly Schlein. Le parla, la ascolta e la consiglia. Gli incontri adesso sono due. Uno recente e riservato si è svolto a Roma ed è la prova, direbbe Schlein, del salto “quantico”.
mario draghi riceve il premio carlo magno ad aquisgrana 4
E’ stato aperto un canale di comunicazione vero fra il “nonno Draghi” e la “nipote Elly”. Draghi? E’ sinceramente incuriosito, perché Schlein sta dimostrando “senso istituzionale”.
L’ex premier le spiega le virtù del centro, la segreteria del Pd rilancia con la patrimoniale. Lui suggerisce: meglio di no, cara Elly. Lei annuisce: va bene, presidente. La frase di Schlein pronunciata in direzione Pd, “un pezzo di establishment non mi vuole a Palazzo Chigi”, è dissimulazione. Si è convinta di fare la premier e, per farlo, prende il tè con Prodi e il Campari Spritz con Draghi. Sedetevi e con la penna prendete nota. I professori di Schlein ora sono due.
La nota, l’indiscrezione, e la certezza. Draghi si è visto con Schlein.
Quando e come? Un banchiere provinciale che usiamo come fonte dai tempi del governo Draghi, quando fummo chigisti solo allora, ci conferma: “Si vedono. E’ vero. Di nascosto. Un caffè”. L’ultimo, il più recente? “In queste settimane. Prodi non è il solo che Schlein incontra”. Ricordate?
Schlein va alla festa di Repubblica, a Bologna, da Don Mariano Orfeo-Rumor (pensa sempre e solo alla Rai), e citofona ai giornali (e anche a casa di Prodi) per fare sapere che ha avuto un caloroso e cordiale colloquio con il Professore. In verità è stato Prodi a comunicare che la segretaria gli ha reso omaggio come si deve.
Ora chi lo spiega a Prodi che c’è anche Draghi sul divanetto? Facciamo i seri. E’ un disegno di governo, la scalata al cielo di Schlein. Un’ulteriore prova, eccola. Nessuno si è accorto che all’evento di partito, “L’Europa che vogliamo”, organizzato da Nicola Zingaretti, pochi giorni fa, con cinque vicepresidenti di Confindustria, sedeva in prima fila Vincenzo Gesmundo, il segretario generale, il Papa di Coldiretti.
MARIO DRAGHI RICEVE IL PREMIO CARLO MAGNO AD AQUISGRANA
Sono segni. Di establishment che guardano a Schlein. Qual è stata la prima uscita di Meloni da presidente del Consiglio? E’ andata a Milano, da Coldiretti. Tutto torna e dunque torniamo dal nostro banchiere provinciale, affidabilissimo come Bloomberg e Ft messi insieme (li legge ogni mattina) che ci racconta: “Con Draghi o si compete o si sparisce. Avete presente il suo ultimo libro pubblicato da Rizzoli, con la prefazione di Martin Wolf (mica Gianrico Carofiglio)?
Con Draghi la selezione è naturale. Se non gli state simpatici, vi incontra una volta, ma la volta dopo è finita”. Il presidente Draghi non ama i pettegolezzi e neppure il blablabla. Quando sente profumo di convergenze pretermesse alla Giuseppe Conte, ebbene, Draghi taglia la corda. Con Schlein è diverso.
La notizia è che gli piace. Di più. Gli piace quel suo fare da secchiona, da donna che si prepara con tutte quelle dispense che si porta alle direzioni del Pd. Ma insomma, cosa consiglia Draghi all’allieva? Il formidabile banchiere provinciale, ancora: “Primo suggerimento. Non è il caso di parlare di patrimoniale, parola che spaventa gli italiani. Ed Elly l’ha capito”.
mario draghi riceve il premio carlo magno ad aquisgrana 3
Rimane solo da convincere lo strepitoso Nick Fratoianni, ma questo è un altro discorso. A che serve avere un Draghi per amico (non esageriamo), per confidente? Draghi riferiscono che batte sul centro che duole (al campo largo).
L’ex presidente pensa che Schlein debba fare la moderata, mostrarlo, dare l’idea che quando ci sarà da decidere, lei lo saprà fare. Un altro consiglio? Non dare l’impressione che vuole fare del balcone di Palazzo Chigi una birreria bolognese in compagnia di Igor Taruffi, Taruffenko, e Gaspare Righi (lo chiamano Gas).
La segretaria del Partito democratico Elly Schlein
Insomma, Draghi suggerisce a Schlein di apparire meno rivoluzionaria e di occuparsi del centro (diciamo che le ultime foto non aiutano). E lei? Il nostro banchiere provinciale ci conferma che Schlein la pensa come Draghi e che la parola d’ordine deve essere “ragionevolezza”. Un altro prezioso consiglio di Draghi? Ascoltare sempre tutti (ora avete compreso da dove arriva l’idea della campagna di ascolto di Schlein in giro per il paese?).
(…)
elly schlein ai funerali della moglie di romano prodi flavia franzoni
mario draghi mario monti elly schlein pierferdinando casini ai funerali della moglie di romano prodi flavia franzoni
schlein prodi
elly schlein e drag queen festa unita 45
elly schlein festa unita 44
elly schlein e drag queen festa unita
elly schlein festa unita 1
elly schlein festa unita 99
mario draghi riceve il premio carlo magno ad aquisgrana 1
Carmelo Caruso per il Foglio – Estratti
Caro Conte, tieniti forte e stretta la pochette: Mario Draghi stima Elly Schlein. Le parla, la ascolta e la consiglia. Gli incontri adesso sono due. Uno recente e riservato si è svolto a Roma ed è la prova, direbbe Schlein, del salto “quantico”.
mario draghi riceve il premio carlo magno ad aquisgrana 4
E’ stato aperto un canale di comunicazione vero fra il “nonno Draghi” e la “nipote Elly”. Draghi? E’ sinceramente incuriosito, perché Schlein sta dimostrando “senso istituzionale”.
L’ex premier le spiega le virtù del centro, la segreteria del Pd rilancia con la patrimoniale. Lui suggerisce: meglio di no, cara Elly. Lei annuisce: va bene, presidente. La frase di Schlein pronunciata in direzione Pd, “un pezzo di establishment non mi vuole a Palazzo Chigi”, è dissimulazione. Si è convinta di fare la premier e, per farlo, prende il tè con Prodi e il Campari Spritz con Draghi. Sedetevi e con la penna prendete nota. I professori di Schlein ora sono due.
La nota, l’indiscrezione, e la certezza. Draghi si è visto con Schlein.
Quando e come? Un banchiere provinciale che usiamo come fonte dai tempi del governo Draghi, quando fummo chigisti solo allora, ci conferma: “Si vedono. E’ vero. Di nascosto. Un caffè”. L’ultimo, il più recente? “In queste settimane. Prodi non è il solo che Schlein incontra”. Ricordate?
Schlein va alla festa di Repubblica, a Bologna, da Don Mariano Orfeo-Rumor (pensa sempre e solo alla Rai), e citofona ai giornali (e anche a casa di Prodi) per fare sapere che ha avuto un caloroso e cordiale colloquio con il Professore. In verità è stato Prodi a comunicare che la segretaria gli ha reso omaggio come si deve.
Ora chi lo spiega a Prodi che c’è anche Draghi sul divanetto? Facciamo i seri. E’ un disegno di governo, la scalata al cielo di Schlein. Un’ulteriore prova, eccola. Nessuno si è accorto che all’evento di partito, “L’Europa che vogliamo”, organizzato da Nicola Zingaretti, pochi giorni fa, con cinque vicepresidenti di Confindustria, sedeva in prima fila Vincenzo Gesmundo, il segretario generale, il Papa di Coldiretti.
MARIO DRAGHI RICEVE IL PREMIO CARLO MAGNO AD AQUISGRANA
Sono segni. Di establishment che guardano a Schlein. Qual è stata la prima uscita di Meloni da presidente del Consiglio? E’ andata a Milano, da Coldiretti. Tutto torna e dunque torniamo dal nostro banchiere provinciale, affidabilissimo come Bloomberg e Ft messi insieme (li legge ogni mattina) che ci racconta: “Con Draghi o si compete o si sparisce. Avete presente il suo ultimo libro pubblicato da Rizzoli, con la prefazione di Martin Wolf (mica Gianrico Carofiglio)?
Con Draghi la selezione è naturale. Se non gli state simpatici, vi incontra una volta, ma la volta dopo è finita”. Il presidente Draghi non ama i pettegolezzi e neppure il blablabla. Quando sente profumo di convergenze pretermesse alla Giuseppe Conte, ebbene, Draghi taglia la corda. Con Schlein è diverso.
La notizia è che gli piace. Di più. Gli piace quel suo fare da secchiona, da donna che si prepara con tutte quelle dispense che si porta alle direzioni del Pd. Ma insomma, cosa consiglia Draghi all’allieva? Il formidabile banchiere provinciale, ancora: “Primo suggerimento. Non è il caso di parlare di patrimoniale, parola che spaventa gli italiani. Ed Elly l’ha capito”.
mario draghi riceve il premio carlo magno ad aquisgrana 3
Rimane solo da convincere lo strepitoso Nick Fratoianni, ma questo è un altro discorso. A che serve avere un Draghi per amico (non esageriamo), per confidente? Draghi riferiscono che batte sul centro che duole (al campo largo).
L’ex presidente pensa che Schlein debba fare la moderata, mostrarlo, dare l’idea che quando ci sarà da decidere, lei lo saprà fare. Un altro consiglio? Non dare l’impressione che vuole fare del balcone di Palazzo Chigi una birreria bolognese in compagnia di Igor Taruffi, Taruffenko, e Gaspare Righi (lo chiamano Gas).
La segretaria del Partito democratico Elly Schlein
Insomma, Draghi suggerisce a Schlein di apparire meno rivoluzionaria e di occuparsi del centro (diciamo che le ultime foto non aiutano). E lei? Il nostro banchiere provinciale ci conferma che Schlein la pensa come Draghi e che la parola d’ordine deve essere “ragionevolezza”. Un altro prezioso consiglio di Draghi? Ascoltare sempre tutti (ora avete compreso da dove arriva l’idea della campagna di ascolto di Schlein in giro per il paese?).
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elly schlein ai funerali della moglie di romano prodi flavia franzoni
mario draghi mario monti elly schlein pierferdinando casini ai funerali della moglie di romano prodi flavia franzoni
schlein prodi
elly schlein e drag queen festa unita 45
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elly schlein e drag queen festa unita
elly schlein festa unita 1
elly schlein festa unita 99
mario draghi riceve il premio carlo magno ad aquisgrana 1

DAGOREPORT – ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA’ VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA “GIGIORGIA” PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E’ CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… – VIDEO

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE – E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL’INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? – CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU’ LIBICHE (“PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO”), CHISSA’ QUANTO SARA’ COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI… – VIDEO

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI –LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV – IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL “DEGRADO”, IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA – PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL “DEGRADO” POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? – DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO’: “AO’ SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE ‘STA PINA!”





















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