Fine lavoro? mai! ’etÀ per andare in pensione È salita in media di un anno per le donne e di quattro

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matteo salvini pensioni pensionati

FINE LAVORO? MAI! – FATE A SAPERE A SALVINI, CHE AVEVA PROMESSO L’ABOLIZIONE DELLA LEGGE FORNERO, CHE TRA IL 2022 E IL 2025 IN ITALIA L’ETÀ PER ANDARE IN PENSIONE È SALITA IN MEDIA DI UN ANNO PER LE DONNE (DA 64,4 A 65,4 ANNI) E DI QUATTRO MESI PER GLI UOMINI (DA 63,7 A 64,1) – UN AUMENTO NON DOVUTO ALL’ADEGUAMENTO AUTOMATICO ALLA SPERANZA DI VITA (CHE SCATTERÀ SOLO DA GENNAIO), MA ALLA DECISIONE DEL GOVERNO DI RESTRINGERE TUTTI I CANALI DI “FLESSIBILITÀ”, DALLE PENSIONI ANTICIPATE A OPZIONE DONNA – LO SQUILIBRIO TERRITORIALE: AL NORD SI SMETTE DI LAVORARE PRIMA CHE AL SUD, COME EFFETTO DI CARRIERE PIÙ CONTINUE, MENO POVERE, MENO ESPOSTE AI BUCHI CONTRIBUTIVI…

Estratto dell’articolo di Valentina Conte per “la Repubblica”

 

PENSIONI

L’età per andare in pensione cresce. Un aumento non dovuto però all’adeguamento automatico alla speranza di vita che scatterà solo da gennaio Un aumento non dovuto però all’adeguamento automatico alla speranza di vita che scatterà solo da gennaio con un mese in più e poi dal 2028 con altri due mesi.

 

Gli italiani vanno in pensione più tardi perché il governo ha ristretto tutti i canali di flessibilità: dalle anticipate a Opzione donna fino alle Quote.

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI – FOTO LAPRESSE

Il Rendiconto sociale del Civ Inps presenta anche un dettaglio regionale interessante. Si scopre così che al Nord si va in pensione prima che al Sud, spia di carriere più continue, meno povere, meno esposte ai buchi contributivi. E che per le donne gli aumenti di età sono stati più forti, anche per la cancellazione di fatto del canale di Opzione donna.

 

La mappa del Civ Inps fotografa l’età media alla decorrenza delle pensioni di vecchiaia e anticipate nel 2025. Il dato nazionale è 65,4 anni per le donne e 64,1 per gli uomini.

 

INPS – PENSIONATI

Ma dietro la media ci sono Italie diverse. Per le donne il valore più alto è in Umbria, 67 anni, seguita da Calabria, 66,7, e Campania, 66,6. Il più basso è in Trentino-Alto Adige, 64 anni, poi Veneto, 64,4, Valle d’Aosta, 64,5, e il gruppo di Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna a 64,7.

 

Per gli uomini il picco è più nettamente meridionale: Calabria 66,2 anni, Campania 66,1, Sicilia 65,7, Basilicata 65,6, Sardegna 65,3. In fondo alla classifica ancora il Trentino-Alto Adige, 62,3 anni, poi Valle d’Aosta 62,8, Veneto 62,9 e Lombardia 63,1. La distanza tra estremi è ampia: tre anni pieni tra le donne, quasi quattro tra gli uomini.

 

ANZIANI E VECCHIAIA – VIGNETTA BY ALTAN

Nella classifica può sorprendere che molte regioni del Nord siano in fondo, cioè tra quelle dove si esce prima. Ma non è necessariamente un segnale negativo. Anzi. Se la tavola misura insieme vecchiaia e anticipate, uscire prima significa spesso avere alle spalle carriere più lunghe, continue, con contributi pieni e salari più stabili.

 

È il contrario di una carriera spezzata, con periodi di lavoro nero, part-time involontario o disoccupazione, che rende più difficile raggiungere i requisiti per l’anticipo e spinge verso la vecchiaia ordinaria.

 

[…]

 

Le donne sempre più penalizzate

La terza tabella racconta l’aumento dell’età tra 2022 e 2025. Qui il divario di genere è netto: in Italia l’età alla decorrenza cresce di un anno per le donne e di 0,4 anni per gli uomini. Gli incrementi femminili più forti sono in Friuli-Venezia Giulia, +1,3 anni, Emilia-Romagna e Lombardia, +1,2, Piemonte, +1,1, Liguria, Molise e Toscana, +1. Per gli uomini gli aumenti sono più contenuti: al massimo +0,5 anni in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Veneto.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

È l’effetto della stretta sui canali di uscita, ma anche della diversa storia contributiva. Opzione donna, ridotta a misura residuale, ha tolto proprio alle lavoratrici uno dei pochi strumenti di anticipo. […] 

PENSIONATI PENSIONI

Estratto dell’articolo di Valentina Conte per “la Repubblica”

 

PENSIONI

L’età per andare in pensione cresce. Un aumento non dovuto però all’adeguamento automatico alla speranza di vita che scatterà solo da gennaio Un aumento non dovuto però all’adeguamento automatico alla speranza di vita che scatterà solo da gennaio con un mese in più e poi dal 2028 con altri due mesi.

 

Gli italiani vanno in pensione più tardi perché il governo ha ristretto tutti i canali di flessibilità: dalle anticipate a Opzione donna fino alle Quote.

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI – FOTO LAPRESSE

Il Rendiconto sociale del Civ Inps presenta anche un dettaglio regionale interessante. Si scopre così che al Nord si va in pensione prima che al Sud, spia di carriere più continue, meno povere, meno esposte ai buchi contributivi. E che per le donne gli aumenti di età sono stati più forti, anche per la cancellazione di fatto del canale di Opzione donna.

 

La mappa del Civ Inps fotografa l’età media alla decorrenza delle pensioni di vecchiaia e anticipate nel 2025. Il dato nazionale è 65,4 anni per le donne e 64,1 per gli uomini.

 

INPS – PENSIONATI

Ma dietro la media ci sono Italie diverse. Per le donne il valore più alto è in Umbria, 67 anni, seguita da Calabria, 66,7, e Campania, 66,6. Il più basso è in Trentino-Alto Adige, 64 anni, poi Veneto, 64,4, Valle d’Aosta, 64,5, e il gruppo di Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna a 64,7.

 

Per gli uomini il picco è più nettamente meridionale: Calabria 66,2 anni, Campania 66,1, Sicilia 65,7, Basilicata 65,6, Sardegna 65,3. In fondo alla classifica ancora il Trentino-Alto Adige, 62,3 anni, poi Valle d’Aosta 62,8, Veneto 62,9 e Lombardia 63,1. La distanza tra estremi è ampia: tre anni pieni tra le donne, quasi quattro tra gli uomini.

 

ANZIANI E VECCHIAIA – VIGNETTA BY ALTAN

Nella classifica può sorprendere che molte regioni del Nord siano in fondo, cioè tra quelle dove si esce prima. Ma non è necessariamente un segnale negativo. Anzi. Se la tavola misura insieme vecchiaia e anticipate, uscire prima significa spesso avere alle spalle carriere più lunghe, continue, con contributi pieni e salari più stabili.

 

È il contrario di una carriera spezzata, con periodi di lavoro nero, part-time involontario o disoccupazione, che rende più difficile raggiungere i requisiti per l’anticipo e spinge verso la vecchiaia ordinaria.

 

[…]

 

Le donne sempre più penalizzate

La terza tabella racconta l’aumento dell’età tra 2022 e 2025. Qui il divario di genere è netto: in Italia l’età alla decorrenza cresce di un anno per le donne e di 0,4 anni per gli uomini. Gli incrementi femminili più forti sono in Friuli-Venezia Giulia, +1,3 anni, Emilia-Romagna e Lombardia, +1,2, Piemonte, +1,1, Liguria, Molise e Toscana, +1. Per gli uomini gli aumenti sono più contenuti: al massimo +0,5 anni in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Veneto.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

È l’effetto della stretta sui canali di uscita, ma anche della diversa storia contributiva. Opzione donna, ridotta a misura residuale, ha tolto proprio alle lavoratrici uno dei pochi strumenti di anticipo. […] 

PENSIONATI PENSIONI

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI –LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT – UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL “DEGRADO”, IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA – PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL “DEGRADO” POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? – DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO’: “AO’ SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE ‘STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL “CORRIERE”. E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

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Analyse


2026-06-26 13:52:09

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