Vannacci, lite sul simbolo di Futuro Nazionale: «Era di mio marito, non glielo cediamo». E due deputati della Lega vanno con l’ex generale

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Vannacci, lite sul simbolo di Futuro Nazionale: «Era di mio marito, non glielo cediamo». E due deputati della Lega vanno con l’ex generale

Parla Marina Caprioni, vedova di Riccardo Mercante e oggi titolare del marchio del nuovo partito di Vannacci

Vannacci, lite sul simbolo di Futuro Nazionale: «Era di mio marito, non glielo cediamo». E due deputati della Lega vanno con l'ex generale
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venerdì 6 febbraio 2026, 13:51 – Ultimo aggiornamento: 16:40
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«Non mi piace Vannacci. Non mi piace proprio. E non intendiamo cedergli il marchio depositato da mio marito». A dirlo è Marina Caprioni, vedova di Riccardo Mercante e oggi titolare del marchio “Futuro Nazionale”, come spiega il quotidiano il Fatto.

Il nome “Futuro Nazionale” sarebbe stato depositato il 3 settembre 2010 e registrato il 25 febbraio 2011 all’Ufficio brevetti e marchi del ministero delle Imprese. Dopo la morte di Mercante nel 2020, il marchio sarebbe entrato nella successione ereditaria andando a finire nelle mani della compagna e dei figli.

Vannacci e la lite sul simbolo

Caprioni racconta al Fatto di aver scoperto l’esistenza del marchio solo negli ultimi giorni. «Sono letteralmente cascata dalle nuvole – dice – Questo del marchio non me la ricordavo onestamente…Sono andata io personalmente a verificare ed è vero che lui lo ha registrato dal 2011». Mercante, spiega, era tutt’altro rispetto a Vannacci: «La nostra famiglia arriva da sinistra, poi ci siamo avvicinati al mondo dei Cinque Stelle.

Essere associati a una persona che ha tutt’altri ideali ci ha dato anche fastidio. Per me quel marchio non è una questione di soldi. È una cosa che riguarda mio marito, la sua storia, quello che era e quello in cui credeva».

Anche la figlia Allegra Mercante, di 19 anni, aggiunge: «La notizia ci ha stupiti, considerate le idee liberali e progressiste di mio padre, che ci tengo vengano ricordate». 

La replica di Vannacci

«Finché non c’è nulla di diverso – replica Vannacci all’Ansa – continueremo a usare il simbolo. Se non c’è nulla di vietato si può usare».  Il portavoce del movimento Il Mondo al Contrario e consigliere regionale della Toscana (di Futuro Nazionale) Massimiliano Simoni, chiarisce: «Il nome e simbolo di Futuro Nazionale sono registrati regolarmente. Il presidente del Mondo al Contrario ha inviato semplicemente un messaggio agli associati per chiarire che l’uso improprio e non autorizzato del simbolo di Futuro Nazionale che è di Roberto Vannacci non può essere usato per qualsiasi fine o scopo se non previa autorizzazione. Noi partiamo lunedì con l’organizzazione del partito a livello territoriale e quindi fino a quel momento queste sono le disposizioni».

I nuovi “acquisti” di Vannacci

Intanto i deputati della Lega Edoardo Ziello e Roberto Sasso hanno comunicato alla presidenza della Camera e al gruppo della Lega ufficialmente che lasciano il gruppo della Lega per aderire al misto. Su fb annunciano di passare con Futuro Nazionale di Vannacci. «Il capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al dl Ucraina, volto ad interrompere gli invii di forniture militari, a favore dell’esercito di Zelensky, non rappresenta, in alcun modo, la linea del partito».

«Interpreto la politica come azione e servizio da garantire in una cornice di coerenza e verità. Binomio che non vedo più presente nella Lega Salvini Premier», scrive su fb Ziello. «Esco dalla Lega e scelgo di seguire il Generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista», scrive anche Sasso. 

Le parole di Sasso e Ziello

«Dopo mesi di riflessioni, per me non scontate e semplici, ho deciso di uscire dalla Lega per ragioni politiche, in dissenso con un gruppo che non sento più mio e nel quale sento di non essere più utile – premette sui social Rossano Sasso -. Sono stato nel 2014 uno dei fondatori del movimento politico di Matteo Salvini al Sud, quando fare politica per la Lega nel meridione era impresa proibitiva». «Oggi quel progetto per me non esiste più», spiega il deputato.

Che rincara la dose: «Ho denunciato per primo i pericoli dell’ideologia gender nelle scuole, ingaggiando una battaglia quotidiana in favore delle famiglie e dei bambini contro gli attivisti Lgbt di estrema sinistra, attirandomi negli anni i loro attacchi e le loro ire, le cui istanze oggi purtroppo vengono recepite non in uno, ma in ben due manifesti programmatici di esponenti apicali del partito. Si preannuncia una svolta nella visione politica della Lega e io non la condivido e poiché non sono compatibile, tolgo il disturbo», afferma Sasso che chiude il suo intervento con la frase «Memento audere semper».

Ziello invece riconduce le origini della sua scelta principalmente al tema dell’ Ucraina: «Il capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al dl Ucraina, volto ad interrompere gli invii di forniture militari, a favore dell’esercito di Zelensky, non rappresenta, in alcun modo, la linea del partito – fa sapere -. Inoltre, l’ex Ministro del Turismo della Lega, Massimo Garavaglia, ha aggiunto che, presentando un emendamento con tale contenuto, mi sarei ‘autoescluso’ dal partito, andando, addirittura, ad ipotizzare un periodo di espiazione da tale ‘grave peccato’ da scontare ‘sui ceci’. In tutto questo, il Segretario del partito, Salvini, non ha battuto ciglio, dimostrando, ancora una volta, che la sua presunta contrarietà all’invio di armamenti a Kiev sia solo una terribile messinscena». «Il partito con questo schema intercambiabile – aggiunge – assume sempre di più le sembianze di un Giano Bifronte che non riesce ad essere più credibile visto che è diventato tutto e il contrario di tutto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2026-05-02 18:43:55

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