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Decreto sicurezza, cosa prevede? Fermo preventivo e 5 anni per chi fugge dai posti di blocco: le misure e cosa cambia
Chi è sospettato di volere creare disordini può essere trattenuto fino a 12 ore. Registro degli indagati alternativo per agenti e medici che hanno agito nell’esercizio delle proprie funzioni

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07:08
Fermo fino a dodici ore in commissariato per i manifestanti con precedenti penali o sospettati di voler scatenare il caos in piazza, ma il pm può decidere se convalidare o annullare. Filtro “penale” per i poliziotti che esplodono un colpo nell’esercizio delle loro funzioni per legittima difesa: l’iscrizione nel registro degli indagati non sarà più automatica. E ancora: stretta sul porto dei coltelli e le armi da taglio in mano ai minorenni. È la svolta contenuta nel decreto legge sulla sicurezza licenziato ieri dal Consiglio dei ministri. Una corsia veloce per affrontare un fenomeno percepito dall’opinione pubblica e dal governo stesso come una vera e propria emergenza, sulla scia dei casi di cronaca più recenti: aggressioni nelle stazioni e nei luoghi affollati delle metropoli, scontri con le forze dell’ordine, manifestazioni – vedi il corteo di Torino per Askatasuna – che si trasformano in una vera e propria guerriglia urbana.
LO SCUDO PER GLI AGENTI
Andiamo con ordine. Il decreto legge contiene, come da premesse, lo “scudo” legale. Una tutela extra per i poliziotti ma anche tutti i cittadini italiani- il Quirinale ha molto insistito per estendere il filtro legale – che cambia le regole del gioco. D’ora in poi l’iscrizione nel registro degli indagati non sarà automatica in caso di legittima difesa o se il reato viene commesso nell’esercizio delle proprie funzioni: sarà predisposto un registro alternativo. Ecco il passaggio: «Quando non è necessario procedere al compimento di ulteriori accertamenti, il pubblico ministero assume le proprie determinazioni in ordine alla richiesta di archiviazione senza ritardo e comunque entro trenta giorni dall’annotazione preliminare».
IL FERMO PREVENTIVO
Nel testo entra il fermo preventivo. Forse la misura più discussa del nuovo pacchetto sicurezza battezzato dal governo. La norma: la polizia potrà trattenere fino a 12 ore, in occasione delle manifestazioni, chi è sospettato di voler porre «in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubbliche». Insomma i manifestanti violenti o presunti tali. Per individuarli la legge pone paletti. Devono avere precedenti negli ultimi cinque anni, oppure devono essere sorpresi in «possesso di armi, strumenti atti ad offendere, dall’uso di petardi, caschi o strumenti che rendono difficoltoso il riconoscimento della persona». Ed ecco un secondo paletto, esplicitamente chiesto dal Quirinale: il pubblico ministero deve essere subito messo al corrente del fermo. E può decidere di non convalidarlo e dunque di ordinare il rilascio del cittadino in stato di fermo.
LA STRETTA SUI COLTELLI
Centrali nel nuovo decreto legge le norme contro il porto di armi da taglio. Parliamo della stretta “anti-maranza”: così è stata ribattezzata la nuova normativa che risponde a un’escalation di casi di violenza che vedono protagonisti minorenni e “baby-gang”. Le novità? «Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni».
I MINORI
Diventa legge il divieto di vendita ai minori di strumenti atti ad offendere con l’obbligo per gli esercenti (anche sul web) di chiedere, all’atto dell’acquisto, un documento di identità, a meno che la maggiore età dell’acquirente sia manifesta. Chi viola il divieto incorre in una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro.
FURTO CON DESTREZZA
Pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che torna procedibile d’ufficio. Il reato viene inoltre ampliato, includendo la sottrazione di telefoni cellulari, documenti di identità e strumenti di pagamento elettronici.
I POSTI DI BLOCCO
Tra le grandi novità un giro di vite contro i pirati della strada. Chi ignora il posto di blocco della polizia o fugge mettendo in pericolo «l’incolumità pubblica» rischia una pena dai 6 mesi ai 5 anni di carcere. Scatta inoltre la sospensione della patente da 1 a 2 anni. Il veicolo, infine, viene confiscato definitivamente (a meno che non appartenga a terzi estranei al reato).
Decreto sicurezza, cosa prevede? Fermo preventivo e 5 anni per chi fugge dai posti di blocco: le misure e cosa cambia
Chi è sospettato di volere creare disordini può essere trattenuto fino a 12 ore. Registro degli indagati alternativo per agenti e medici che hanno agito nell’esercizio delle proprie funzioni

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Fermo fino a dodici ore in commissariato per i manifestanti con precedenti penali o sospettati di voler scatenare il caos in piazza, ma il pm può decidere se convalidare o annullare. Filtro “penale” per i poliziotti che esplodono un colpo nell’esercizio delle loro funzioni per legittima difesa: l’iscrizione nel registro degli indagati non sarà più automatica. E ancora: stretta sul porto dei coltelli e le armi da taglio in mano ai minorenni. È la svolta contenuta nel decreto legge sulla sicurezza licenziato ieri dal Consiglio dei ministri. Una corsia veloce per affrontare un fenomeno percepito dall’opinione pubblica e dal governo stesso come una vera e propria emergenza, sulla scia dei casi di cronaca più recenti: aggressioni nelle stazioni e nei luoghi affollati delle metropoli, scontri con le forze dell’ordine, manifestazioni – vedi il corteo di Torino per Askatasuna – che si trasformano in una vera e propria guerriglia urbana.
LO SCUDO PER GLI AGENTI
Andiamo con ordine. Il decreto legge contiene, come da premesse, lo “scudo” legale. Una tutela extra per i poliziotti ma anche tutti i cittadini italiani- il Quirinale ha molto insistito per estendere il filtro legale – che cambia le regole del gioco. D’ora in poi l’iscrizione nel registro degli indagati non sarà automatica in caso di legittima difesa o se il reato viene commesso nell’esercizio delle proprie funzioni: sarà predisposto un registro alternativo. Ecco il passaggio: «Quando non è necessario procedere al compimento di ulteriori accertamenti, il pubblico ministero assume le proprie determinazioni in ordine alla richiesta di archiviazione senza ritardo e comunque entro trenta giorni dall’annotazione preliminare».
IL FERMO PREVENTIVO
Nel testo entra il fermo preventivo. Forse la misura più discussa del nuovo pacchetto sicurezza battezzato dal governo. La norma: la polizia potrà trattenere fino a 12 ore, in occasione delle manifestazioni, chi è sospettato di voler porre «in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubbliche». Insomma i manifestanti violenti o presunti tali. Per individuarli la legge pone paletti. Devono avere precedenti negli ultimi cinque anni, oppure devono essere sorpresi in «possesso di armi, strumenti atti ad offendere, dall’uso di petardi, caschi o strumenti che rendono difficoltoso il riconoscimento della persona». Ed ecco un secondo paletto, esplicitamente chiesto dal Quirinale: il pubblico ministero deve essere subito messo al corrente del fermo. E può decidere di non convalidarlo e dunque di ordinare il rilascio del cittadino in stato di fermo.
LA STRETTA SUI COLTELLI
Centrali nel nuovo decreto legge le norme contro il porto di armi da taglio. Parliamo della stretta “anti-maranza”: così è stata ribattezzata la nuova normativa che risponde a un’escalation di casi di violenza che vedono protagonisti minorenni e “baby-gang”. Le novità? «Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni».
I MINORI
Diventa legge il divieto di vendita ai minori di strumenti atti ad offendere con l’obbligo per gli esercenti (anche sul web) di chiedere, all’atto dell’acquisto, un documento di identità, a meno che la maggiore età dell’acquirente sia manifesta. Chi viola il divieto incorre in una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro.
FURTO CON DESTREZZA
Pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che torna procedibile d’ufficio. Il reato viene inoltre ampliato, includendo la sottrazione di telefoni cellulari, documenti di identità e strumenti di pagamento elettronici.
I POSTI DI BLOCCO
Tra le grandi novità un giro di vite contro i pirati della strada. Chi ignora il posto di blocco della polizia o fugge mettendo in pericolo «l’incolumità pubblica» rischia una pena dai 6 mesi ai 5 anni di carcere. Scatta inoltre la sospensione della patente da 1 a 2 anni. Il veicolo, infine, viene confiscato definitivamente (a meno che non appartenga a terzi estranei al reato).
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