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Euro digitale, Parlamento in pressing: voto a Strasburgo per forzare il dossier

Il Parlamento europeo accelera sull’euro digitale nel tentativo di sbloccare uno stallo che va avanti da mesi. Il pressing è bipartisan: 47 eurodeputati popolari, socialisti, liberali, verdi e della sinistra hanno presentato due emendamenti – primo firmatario Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento Cinque Stelle – per dare un segnale politico. E rilanciare così un dossier che è la priorità numero uno per la Banca centrale europea, appoggiata da Commissione e governi ma arenatasi proprio tra i banchi dell’Eurocamera per via delle forti resistenze dello spagnolo Fernando Navarrete (Ppe), relatore del provvedimento.
A un’infrastruttura pubblica come l’euro digitale, la sua bozza negoziale preferirebbe semmai la creazione di una rete europea privata di pagamenti virtuali. Ora l’iniziativa trasversale agli schieramenti, per mostrare che c’è una chiara maggioranza parlamentare a sostegno del progetto con cui la Bce – responsabile è l’italiano membro del board Piero Cipollone – vuole realizzare l’alternativa Ue ai sistemi di pagamento americani come Visa e Mastercard, in via sperimentale dal 2027 e a regime dal 2029 (a patto che non si accumulino ulteriori ritardi).
Gli emendamenti
«In un contesto di accentuata incertezza geopolitica e di eccessiva dipendenza da infrastrutture di pagamento non europee, l’introduzione di un euro digitale, concepito come complemento al contante e ai servizi bancari privati, è essenziale per rafforzare la sovranità monetaria europea», si legge in uno dei due emendamenti presentati alla risoluzione sul rapporto annuale della Bce, all’esame della plenaria la prossima settimana.
Saranno al centro del confronto politico lunedì a Strasburgo, in occasione del dibattito sull’attività dell’Eurotower di Francoforte con Christine Lagarde presente, e poi votati il giorno dopo.
«Dopo l’Erasmus e il roaming, l’euro digitale rappresenta quella grande innovazione che può dimostrare concretamente a tutti i cittadini i vantaggi dell’appartenenza all’Ue. Con la sua adozione, infatti, i costi delle transazioni dei pagamenti digitali si abbatteranno sia per i consumatori che per i commercianti e i piccoli esercenti», spiega Tridico, unico italiano tra i relatori (ombra) sulla moneta virtuale per il gruppo The Left. Il testo bipartisan al vaglio della plenaria tra pochi giorni si sofferma anche sulla necessità di garantire la privacy nelle transazioni, e in questo tocca il nervo scoperto su cui si è finora impuntato Navarrete, cioè limiti e garanzie per l’utilizzo online dell’euro digitale.
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