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Esce da scuola e accoltella il compagno sedicenne: arrestato
I due frequentano il “Galilei-Di Palo” e avrebbero avuto pregresse acredini

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3 febbraio, 08:42
Il fendente sarebbe partito dalla testa, si sarebbe fatto strada lungo il collo per poi fermarsi all’altezza della mandibola. In questo atroce “percorso” ha sfiorato la carotide e la vena giugulare: poteva uccidere, dissanguando in pochissimo tempo chi quella coltellata l’ha ricevuta. Non è la fotografia di un’esecuzione andata in scena tra consumati e arrabbiati esponenti della malavita.
I protagonisti sono due ragazzini, 16 e 17 anni, studenti dell’istituto “Galilei-Di Palo”, insospettabili: ragazzini normali, figli di professionisti, cresciuti in ambienti sani e senza eccessi. Cosa abbia fatto esplodere la violenza lo stabiliranno le indagini portate avanti dalla squadra mobile della Questura di Salerno che, ieri sera, ha tratto in arresto il 17enne autore dell’aggressione. Il 16enne, invece, resta ricoverato, in osservazione ma non in pericolo di vita, nel reparto di chirurgia dell’ospedale Ruggi.
La lite, maturata in un contesto di relazioni già deteriorate e fortemente compromesse, è scoppiata all’uscita di scuola, mentre i ragazzini si dirigevano verso il lungomare. In un attimo, all’altezza di via Trento, spunta un grosso coltello, il 17enne è preso da una rabbia cieca e colpisce. Il sangue inizia a sgorgare copiosissimo. Gli amici del minore colpito lo trascinano verso la zona interna, è a via Belisario Corenzio, nei pressi della scuola primaria Don Milani, che capiscono che la situazione è grave: allertano il 112 e chiedono un intervento urgente. L’ambulanza arriva e porta al pronto soccorso il 16enne che viene accolto in codice rosso. Sarà necessaria la somministrazione di farmaci e di un’anestesia locale per poter fermare la forte emorragia ed applicare i punti di sutura che gli salveranno la vita. Pochi millimetri avrebbero garantito un epilogo tragico della vicenda. Il taglio ha reciso cute e sottocute ed è pericolosamente vicino a carotide e giugulare. Poco dopo arriva al reparto di emergenza-urgenza del Ruggi un secondo minorenne, ha 17 anni e una ferita a un dito. A quel punto, tra forze dell’ordine già sul posto per le prime ricostruzioni e parole confuse dei parenti dei due sopraggiunti, è chiaro che quello è il risultato di chi ha agito usando un coltello senza, evidentemente, saperlo maneggiare. La situazione del 17enne viene gestita in fretta, punti di sutura e via anche per provare a evitare punti di contatto tra le famiglie e gli amici dei due, che intanto sono arrivati in ospedale. Secondo quanto chiarito fino a questo momento, ma gli approfondimenti sono tutt’ora in corso, il 17enne si sarebbe allontanato dalla scena dell’aggressione senza però dimenticare di gettare la lama, un grosso coltello da cucina, in un tombino. L’arma è stata successivamente recuperata e sequestrata.
Banda del flex in azione, famiglia aggredita in casa: rubati oggetti in oro
Perché un 17enne, tra l’altro proveniente da un contesto sano, perfino agiato, avrebbe portato nello zaino un grosso coltello? Quando, perché e come sono nate le acredini tra i due studenti che hanno poi portato a un epilogo così efferato? Possibile che nessuno, a parte i compagni di scuola, potesse anche solo lontanamente immaginare che, alla fine, la tensione sarebbe sfociata in una violenza così cieca? A queste e a molte altre domande dovranno rispondere gli inquirenti che hanno iniziato da subito ad ascoltare amici e conoscenti dei due, a partire da coloro che hanno assistito alla scena e che hanno potuto raccontarne i particolari. L’azione sarebbe stata una risposta esasperata a un clima di crescente disagio e frustrazione per i cattivi rapporti tra i due. Occorrerà innanzi tutto capire se le famiglie o la scuola avessero avuto avvisaglie dell’imminente e per fortuna solo sfiorata tragedia. Domani in Prefettura un incontro proprio sulle scuole e sui temi della prevenzione di violenza e bullismo.
Esce da scuola e accoltella il compagno sedicenne: arrestato
I due frequentano il “Galilei-Di Palo” e avrebbero avuto pregresse acredini

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3 febbraio, 08:42
Il fendente sarebbe partito dalla testa, si sarebbe fatto strada lungo il collo per poi fermarsi all’altezza della mandibola. In questo atroce “percorso” ha sfiorato la carotide e la vena giugulare: poteva uccidere, dissanguando in pochissimo tempo chi quella coltellata l’ha ricevuta. Non è la fotografia di un’esecuzione andata in scena tra consumati e arrabbiati esponenti della malavita.
I protagonisti sono due ragazzini, 16 e 17 anni, studenti dell’istituto “Galilei-Di Palo”, insospettabili: ragazzini normali, figli di professionisti, cresciuti in ambienti sani e senza eccessi. Cosa abbia fatto esplodere la violenza lo stabiliranno le indagini portate avanti dalla squadra mobile della Questura di Salerno che, ieri sera, ha tratto in arresto il 17enne autore dell’aggressione. Il 16enne, invece, resta ricoverato, in osservazione ma non in pericolo di vita, nel reparto di chirurgia dell’ospedale Ruggi.
La lite, maturata in un contesto di relazioni già deteriorate e fortemente compromesse, è scoppiata all’uscita di scuola, mentre i ragazzini si dirigevano verso il lungomare. In un attimo, all’altezza di via Trento, spunta un grosso coltello, il 17enne è preso da una rabbia cieca e colpisce. Il sangue inizia a sgorgare copiosissimo. Gli amici del minore colpito lo trascinano verso la zona interna, è a via Belisario Corenzio, nei pressi della scuola primaria Don Milani, che capiscono che la situazione è grave: allertano il 112 e chiedono un intervento urgente. L’ambulanza arriva e porta al pronto soccorso il 16enne che viene accolto in codice rosso. Sarà necessaria la somministrazione di farmaci e di un’anestesia locale per poter fermare la forte emorragia ed applicare i punti di sutura che gli salveranno la vita. Pochi millimetri avrebbero garantito un epilogo tragico della vicenda. Il taglio ha reciso cute e sottocute ed è pericolosamente vicino a carotide e giugulare. Poco dopo arriva al reparto di emergenza-urgenza del Ruggi un secondo minorenne, ha 17 anni e una ferita a un dito. A quel punto, tra forze dell’ordine già sul posto per le prime ricostruzioni e parole confuse dei parenti dei due sopraggiunti, è chiaro che quello è il risultato di chi ha agito usando un coltello senza, evidentemente, saperlo maneggiare. La situazione del 17enne viene gestita in fretta, punti di sutura e via anche per provare a evitare punti di contatto tra le famiglie e gli amici dei due, che intanto sono arrivati in ospedale. Secondo quanto chiarito fino a questo momento, ma gli approfondimenti sono tutt’ora in corso, il 17enne si sarebbe allontanato dalla scena dell’aggressione senza però dimenticare di gettare la lama, un grosso coltello da cucina, in un tombino. L’arma è stata successivamente recuperata e sequestrata.
Banda del flex in azione, famiglia aggredita in casa: rubati oggetti in oro
Perché un 17enne, tra l’altro proveniente da un contesto sano, perfino agiato, avrebbe portato nello zaino un grosso coltello? Quando, perché e come sono nate le acredini tra i due studenti che hanno poi portato a un epilogo così efferato? Possibile che nessuno, a parte i compagni di scuola, potesse anche solo lontanamente immaginare che, alla fine, la tensione sarebbe sfociata in una violenza così cieca? A queste e a molte altre domande dovranno rispondere gli inquirenti che hanno iniziato da subito ad ascoltare amici e conoscenti dei due, a partire da coloro che hanno assistito alla scena e che hanno potuto raccontarne i particolari. L’azione sarebbe stata una risposta esasperata a un clima di crescente disagio e frustrazione per i cattivi rapporti tra i due. Occorrerà innanzi tutto capire se le famiglie o la scuola avessero avuto avvisaglie dell’imminente e per fortuna solo sfiorata tragedia. Domani in Prefettura un incontro proprio sulle scuole e sui temi della prevenzione di violenza e bullismo.
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