Il mandato era cercare un preside combattivo, che si fosse distinto in difesa della scuola pubblica. Lo hanno trovato a Torino, nella periferia nord, all’istituto comprensivo Sibilla Aleramo. «Loro» sono Federico Greco e Mirko Melchiorre, i registi del film indipendente «D’Istruzione pubblica», un documentario che ripercorre le radici dell’«attacco» alla scuola pubblica italiana anche attraverso le battaglie di chi negli anni ha provato a opporsi. «Lui» è Lorenzo Varaldo, dirigente del Sibilla Aleramo, che i registi da Roma sono venuti a trovare a Torino. Il contesto è la periferia nord della città, spesso nota per le sue difficoltà ma anche per l’impegno a riscattarsi anche attraverso la cultura. Sul grande schermo Un preside di scuola pubblica lotta per difendere l’istruzione come bene comune, mentre intorno prende forma un progetto politico che trasforma la scuola – e quindi la cultura – in mercato. Un film di inchiesta che attraversa aule, politiche educative e decenni di riforme per raccontare lo smantellamento dell’istruzione pubblica. Presentato in anteprima lunedì scorso, 2 febbraio, al cinema Esedra di Torino, torna in sala – sempre all’Esedra – sabato 7 e domenica 8 febbraio. Il documentario sarà poi in sala a Roma, Firenze, Bologna, Trento e Bolzano (qui le date in aggiornamento). I protagonisti torinesi Sullo schermo, i ragazzi e le ragazze del Sibilla Aleramo durante una discussione in classe sull’importanza della scuola e dell’istruzione. «Ci siamo chiesti se è possibile cambiare il mondo, e come», spiega la professoressa di Lettere, Isabella Aiosa, presente durante le riprese lo scorso autunno. «Una lezione dialogata che è diventata una sorta di dibattito: è piaciuto, ed è stato inserito nel film». A difesa della scuola pubblica In parallelo, la figura del preside rivoluzionario. Per ripercorrere la storia dell’impegno di Lorenzo Varaldo bisogna tornare agli Anni Novanta, quando era ancora un maestro delle elementari. Gli anni in cui è stata formulata la riforma Berlinguer, che prevedeva di accorpare elementari e medie in un unico ciclo di sette anni. «Lo sentii come un attacco alla nostra professione e insieme ad alcuni colleghi reagimmo lanciando un appello in difesa della scuola elementare», racconta Varaldo. Una mobilitazione in difesa del tempo pieno, dei programmi nazionali, della libertà di insegnamento. «Quando la riforma entrò in Parlamento nell’ottobre del 1999 convocammo una grande assemblea a Torino, nella sala della Gam che era strapiena – ricorda Varaldo – Lì nacque il “Manifesto dei 500 in difesa della scuola pubblica”». Intervistato anche su La Stampa nel 2000, Varaldo fu protagonista di una stagione di mobilitazione prima come maestro, poi come dirigente scolastico. «Contro la riforma Moratti portammo 800 mila firme al presidente della Repubblica», ricorda. Passato, presente e futuro Una stagione di lotte che si interseca con il mondo d’oggi, con i giovani di adesso, con le riforme di adesso. Il film è prodotto da Studio Zabalik – video production con AntropicA, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, in collaborazione con Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS.