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Avellino, Festa: «Colpevole di amare la città», tornano i manifesti in città
Festa si prepara così a tornare nell’agone politico che più gli si addice, quello comunale

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Gianluca Festa si dichiara “colpevole” di “amare Avellino”. L’ex sindaco avvia la sua campagna elettorale tappezzando la città di manifesti giganti in cui, questa volta, non compare il suo volto ma le foto di Dogana, Quattrograna, Eurochocolate, concertoni, Università, Piazza Castello. Opere e iniziative che l’ex fascia tricolore si intesta come suoi successi. Il tutto accompagnato da un hashtag che, in qualche modo, anticipa anche quello che sarà il leitmotiv di una campagna elettorale che Festa condurrà da imputato numero uno del processo “Dolce vita”: “colpevole solo di amare Avellino”.
Se nella tradizionale battaglia dei 6X3 elettorali Festa arriva terzo dopo Nicola Giordano del Pd, che la faccia ce l’ha messa, e la sua ex alleata Laura Nargi che ha preferito l’anonima campagna “Ci siamo rotti di”, l’ex sindaco ha però anticipato i suoi avversari politici avendo già dichiarato la sua discesa in campo, avendo presentato da tempo tre dei simboli che faranno parte della sua coalizione civica, “Davvero”, “Viva la libertà” ed “Enjoy Avellino”, annunciato una quarta lista e, secondo i bene informati, starebbe anche pensando ad una quinta squadra per affermarsi come l’unico terzo polo dopo centro sinistra e centrodestra. Il claim elettorale “colpevole”, posto come un timbro al centro di ogni manifesto, suona anche come un’anticipazione di quella che sarà probabilmente la sua linea difensiva durante il processo che inizierà ad aprile, nel pieno della campagna elettorale per le amministrative di primavera. Linea difensiva che Festa, inevitabilmente, capovolgerà politicamente dichiarandosi, appunto, reo di aver portato l’Università ad Avellino, il riferimento è al Polo Unisa sorto al piano terra del Comune che non sembra però essere decollato.
Rubano in un appartamento e lanciano la cassaforte dal balcone, ladri in fuga
Colpevole di aver organizzato l’Eurochocolate e i grandi eventi che, scrive sui manifesti, hanno fatto di Avellino una città per giovani, in entrambi i casi però sono in corso indagini della Procura. Colpevole di aver riqualificato la Dogana, monumento di Piazza Amendola che solo ora è giunto a compimento, certo anche per effetto della continuità amministrativa con gli atti messi in campo dalle vecchie amministrazioni ma che ha subito un ritardo non di poco conto perché, tra gli altri intoppi, proprio Festa tentò di affidarne la progettazione all’archistar Massimiliano Fuksas tramite una procedura poi bocciata dall’Anac. Uno stop e un ritardo che ha portato il Comune a dover rimodulare l’intervento spostandolo dalla vecchia programmazione europea, ormai scaduta, a quella nuova per non perdere i fondi necessari al restauro del bene.
Festa si prepara così a tornare nell’agone politico che più gli si addice, quello comunale, dopo l’esperienza alle elezioni regionali da capolista di Edmondo Cirielli con il centrodestra. Coalizione contro la quale si schiererà ad Avellino. Nonostante i buoni rapporti con il capo dell’opposizione in Regione, Cirielli, e con il coordinatore provinciale di Forza Italia, Angelo Antonio D’Agostino, l’ex sindaco correrà da solo con le sue civiche tentando di arrivare al ballottaggio per poi giocarsi lì il tutto per tutto. Volendo scomodare i dati elettorali pregressi che al primo turno, quando i cittadini sono chiamati ad esprimere le preferenze per i candidati al consiglio comunale, hanno da sempre visto il centrosinistra in vantaggio, il vero avversario di Festa sarà proprio il centrodestra, da battere al primo round per poi magari arrivare a trovare un accordo al secondo turno per tentare il ritorno a Palazzo. Eterogenesi dei fini tipici della politica soprattutto in occasione delle amministrative che, al ballottaggio, permettono di sovvertire pronostici e risultati del primo turno come accaduto puntualmente nelle ultime tre tornate elettorali.
Avellino, Festa: «Colpevole di amare la città», tornano i manifesti in città
Festa si prepara così a tornare nell’agone politico che più gli si addice, quello comunale

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Gianluca Festa si dichiara “colpevole” di “amare Avellino”. L’ex sindaco avvia la sua campagna elettorale tappezzando la città di manifesti giganti in cui, questa volta, non compare il suo volto ma le foto di Dogana, Quattrograna, Eurochocolate, concertoni, Università, Piazza Castello. Opere e iniziative che l’ex fascia tricolore si intesta come suoi successi. Il tutto accompagnato da un hashtag che, in qualche modo, anticipa anche quello che sarà il leitmotiv di una campagna elettorale che Festa condurrà da imputato numero uno del processo “Dolce vita”: “colpevole solo di amare Avellino”.
Se nella tradizionale battaglia dei 6X3 elettorali Festa arriva terzo dopo Nicola Giordano del Pd, che la faccia ce l’ha messa, e la sua ex alleata Laura Nargi che ha preferito l’anonima campagna “Ci siamo rotti di”, l’ex sindaco ha però anticipato i suoi avversari politici avendo già dichiarato la sua discesa in campo, avendo presentato da tempo tre dei simboli che faranno parte della sua coalizione civica, “Davvero”, “Viva la libertà” ed “Enjoy Avellino”, annunciato una quarta lista e, secondo i bene informati, starebbe anche pensando ad una quinta squadra per affermarsi come l’unico terzo polo dopo centro sinistra e centrodestra. Il claim elettorale “colpevole”, posto come un timbro al centro di ogni manifesto, suona anche come un’anticipazione di quella che sarà probabilmente la sua linea difensiva durante il processo che inizierà ad aprile, nel pieno della campagna elettorale per le amministrative di primavera. Linea difensiva che Festa, inevitabilmente, capovolgerà politicamente dichiarandosi, appunto, reo di aver portato l’Università ad Avellino, il riferimento è al Polo Unisa sorto al piano terra del Comune che non sembra però essere decollato.
Rubano in un appartamento e lanciano la cassaforte dal balcone, ladri in fuga
Colpevole di aver organizzato l’Eurochocolate e i grandi eventi che, scrive sui manifesti, hanno fatto di Avellino una città per giovani, in entrambi i casi però sono in corso indagini della Procura. Colpevole di aver riqualificato la Dogana, monumento di Piazza Amendola che solo ora è giunto a compimento, certo anche per effetto della continuità amministrativa con gli atti messi in campo dalle vecchie amministrazioni ma che ha subito un ritardo non di poco conto perché, tra gli altri intoppi, proprio Festa tentò di affidarne la progettazione all’archistar Massimiliano Fuksas tramite una procedura poi bocciata dall’Anac. Uno stop e un ritardo che ha portato il Comune a dover rimodulare l’intervento spostandolo dalla vecchia programmazione europea, ormai scaduta, a quella nuova per non perdere i fondi necessari al restauro del bene.
Festa si prepara così a tornare nell’agone politico che più gli si addice, quello comunale, dopo l’esperienza alle elezioni regionali da capolista di Edmondo Cirielli con il centrodestra. Coalizione contro la quale si schiererà ad Avellino. Nonostante i buoni rapporti con il capo dell’opposizione in Regione, Cirielli, e con il coordinatore provinciale di Forza Italia, Angelo Antonio D’Agostino, l’ex sindaco correrà da solo con le sue civiche tentando di arrivare al ballottaggio per poi giocarsi lì il tutto per tutto. Volendo scomodare i dati elettorali pregressi che al primo turno, quando i cittadini sono chiamati ad esprimere le preferenze per i candidati al consiglio comunale, hanno da sempre visto il centrosinistra in vantaggio, il vero avversario di Festa sarà proprio il centrodestra, da battere al primo round per poi magari arrivare a trovare un accordo al secondo turno per tentare il ritorno a Palazzo. Eterogenesi dei fini tipici della politica soprattutto in occasione delle amministrative che, al ballottaggio, permettono di sovvertire pronostici e risultati del primo turno come accaduto puntualmente nelle ultime tre tornate elettorali.
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