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Avellino, Suor Bernadette condannata per il furto dell’oro votivo
Suor Bernadette è stata condannata a tre anni e 4 mesi di reclusione

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Furto dell’oro votivo, Suor Bernadette è stata condannata a tre anni e 4 mesi di reclusione. Questa la pena inflitta alla 46enne di origini indonesiane – che ha fatto voto di povertà, come sottolineato dai suoi avvocati durante le discussioni – dopo il patteggiamento concordato con il pubblico ministero. Si è chiusa così la vicenda che la vede alla sbarra degli imputati la suora, accusata di furto aggravato e ricettazione, per la sparizione dell’oro votivo nelle parrocchie di Santa Maria delle Fratte e Sant’Euplio di Castel Baronia, Santa Maria Assunta in Cielo di Ariano Irpino, San Sossio Baronia, Santa Maria della Neve in Morroni di Bonito, San Nicola Vescovo di Savignano Irpino, San Giovanni Battista di Carife, Madonna del Carmine in Ariano Irpino e San Giovanni Battista di Ariano Irpino.
Le due diocesi di Avellino e di Ariano Irpino sono state ammesse alla costituzione di parte civile, rappresentate dall’avvocato Carmine Freda. Estromesso dalla costituzione di parte civile il comitato dei cittadini di Bonito e altri due cittadini che avevano fatto richiesta. Suor Bernadette affiancata dai suoi legali, gli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti, si è presentata anche ieri mattina nel tribunale di Benevento, al momento della ratifica del patteggiamento concordato la scorsa settimana. La donna è stata condannata solo al pagamento delle spese legali, ma non dovrà risarcire la diocesi di Avellino e di Ariano derubate dell’oro votivo, in base al rito alternativo con il quale ha scelto di essere giudicata. Durante la fase delle indagini ascoltata dagli inquirenti Suor Bernadette ha sempre sostenuto che sarebbe stata indotta a farlo.
Ha raccontato di essere stata plagiata, da un uomo che vive all’estero, di cui non si conoscono le generalità. Per questa storia Suor Bernadette è stata a lungo sottoposta agli arresti domiciliari, ora è all’obbligo di dimora a Roma. A settembre erano state chiuse le indagini sui furti degli ex voto. Il provento dei furti sarebbe stato venduto ad alcuni esercizi commerciali dietro pagamento di 94mila euro, trasferiti su conti correnti esteri. Sarebbero 13 in tutto i chili di oro spariti dal caveau blindato del palazzo vescovile e che sarebbero stati sottratti nel tempo dalla madre superiora della congregazione delle suore dello Spirito Santo arrestata dai carabinieri. Stando alle indagini la suora, che fino a qualche mese fa ha provveduto con altre sue consorelle alla gestione dell’appartamento del vescovo, aveva anche la disponibilità ad accedere presso i locali dove erano custoditi i cosiddetti tesori delle varie parrocchie diocesane.
Truffa anziana rubandole 17mila euro, arrestata 20enne irpina a Gaeta
Con particolare cura e attenzione la suora indonesiana, approfittando probabilmente di qualche assenza in sede del Vescovo e del Vicario, avrebbe cominciato a sottrarre oggetti preziosi, provvedendo a rivenderli e a trasferire il denaro ricavato a parenti in Indonesia, finendo per essere scoperta solo dopo la denuncia fatta dal Vescovo e da alcuni parroci. È stata la determinazione e l’insistenza dei parrocchiani del Santuario della Madonna della Neve a dare una svolta alle indagini che hanno portato all’arresto della suora. Quando i fedeli si sono accorti che mancava una parte dell’oro che ornava il mantello della Madonna hanno scritto al vescovo Melillo per chiedere spiegazioni, ai carabinieri affinché aprissero un’indagine. Il legale di parte civile, Carmine Freda dopo la ratifica del patteggiamento ha precisato che «è stato fatto il possibile per far trionfare la giustizia, tuttavia alla luce del patteggiamento dobbiamo serenamente accettare la pronunzia del tribunale».
Avellino, Suor Bernadette condannata per il furto dell’oro votivo
Suor Bernadette è stata condannata a tre anni e 4 mesi di reclusione

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Furto dell’oro votivo, Suor Bernadette è stata condannata a tre anni e 4 mesi di reclusione. Questa la pena inflitta alla 46enne di origini indonesiane – che ha fatto voto di povertà, come sottolineato dai suoi avvocati durante le discussioni – dopo il patteggiamento concordato con il pubblico ministero. Si è chiusa così la vicenda che la vede alla sbarra degli imputati la suora, accusata di furto aggravato e ricettazione, per la sparizione dell’oro votivo nelle parrocchie di Santa Maria delle Fratte e Sant’Euplio di Castel Baronia, Santa Maria Assunta in Cielo di Ariano Irpino, San Sossio Baronia, Santa Maria della Neve in Morroni di Bonito, San Nicola Vescovo di Savignano Irpino, San Giovanni Battista di Carife, Madonna del Carmine in Ariano Irpino e San Giovanni Battista di Ariano Irpino.
Le due diocesi di Avellino e di Ariano Irpino sono state ammesse alla costituzione di parte civile, rappresentate dall’avvocato Carmine Freda. Estromesso dalla costituzione di parte civile il comitato dei cittadini di Bonito e altri due cittadini che avevano fatto richiesta. Suor Bernadette affiancata dai suoi legali, gli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti, si è presentata anche ieri mattina nel tribunale di Benevento, al momento della ratifica del patteggiamento concordato la scorsa settimana. La donna è stata condannata solo al pagamento delle spese legali, ma non dovrà risarcire la diocesi di Avellino e di Ariano derubate dell’oro votivo, in base al rito alternativo con il quale ha scelto di essere giudicata. Durante la fase delle indagini ascoltata dagli inquirenti Suor Bernadette ha sempre sostenuto che sarebbe stata indotta a farlo.
Ha raccontato di essere stata plagiata, da un uomo che vive all’estero, di cui non si conoscono le generalità. Per questa storia Suor Bernadette è stata a lungo sottoposta agli arresti domiciliari, ora è all’obbligo di dimora a Roma. A settembre erano state chiuse le indagini sui furti degli ex voto. Il provento dei furti sarebbe stato venduto ad alcuni esercizi commerciali dietro pagamento di 94mila euro, trasferiti su conti correnti esteri. Sarebbero 13 in tutto i chili di oro spariti dal caveau blindato del palazzo vescovile e che sarebbero stati sottratti nel tempo dalla madre superiora della congregazione delle suore dello Spirito Santo arrestata dai carabinieri. Stando alle indagini la suora, che fino a qualche mese fa ha provveduto con altre sue consorelle alla gestione dell’appartamento del vescovo, aveva anche la disponibilità ad accedere presso i locali dove erano custoditi i cosiddetti tesori delle varie parrocchie diocesane.
Truffa anziana rubandole 17mila euro, arrestata 20enne irpina a Gaeta
Con particolare cura e attenzione la suora indonesiana, approfittando probabilmente di qualche assenza in sede del Vescovo e del Vicario, avrebbe cominciato a sottrarre oggetti preziosi, provvedendo a rivenderli e a trasferire il denaro ricavato a parenti in Indonesia, finendo per essere scoperta solo dopo la denuncia fatta dal Vescovo e da alcuni parroci. È stata la determinazione e l’insistenza dei parrocchiani del Santuario della Madonna della Neve a dare una svolta alle indagini che hanno portato all’arresto della suora. Quando i fedeli si sono accorti che mancava una parte dell’oro che ornava il mantello della Madonna hanno scritto al vescovo Melillo per chiedere spiegazioni, ai carabinieri affinché aprissero un’indagine. Il legale di parte civile, Carmine Freda dopo la ratifica del patteggiamento ha precisato che «è stato fatto il possibile per far trionfare la giustizia, tuttavia alla luce del patteggiamento dobbiamo serenamente accettare la pronunzia del tribunale».
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