Moglie e vicina folgorate: il marito risarcisce per un milione di euro
Un milione di euro il ristoro stabilito in sede civile: condannato l’uomo che aveva in uso l’immmobile a Nardò

Si è concluso con una condanna a un ingente ristoro economico, all’incirca un milione di euro, il primo grado del giudizio civile riguardante la tragedia di contrada Massarei, avvenuta alla periferia di Nardò il 27 luglio 2019. Il giudice Biagio Politano, della prima sezione civile del tribunale di Lecce, ha imposto a Giuseppe Calignano, 56 anni, marito di una delle due vittime, il pagamento di quasi un milione di euro in favore dei congiunti dell’altra vittima, Antonella Antonaci, la donna che perse la vita nel tentativo di prestare soccorso alla propria vicina. Si tratta di colui il quale aveva in uso l’immobile.
La parte civile è stata rappresentata dall’avvocato Anna Sabato, mentre la difesa di Calignano è affidata ai legali Giuseppe Bonsegna e Lucio Calabrese, i quali avranno la facoltà di ricorrere in appello. Il fulcro della decisione risiede nell’attribuzione della custodia dell’impianto elettrico difettoso. Secondo il magistrato, risulta infatti «impossibile ritenere che la proprietaria dell’immobile – all’epoca del drammatico evento ottantatreenne, saltuariamente presente in casa – possa essere ritenuta in alcuna misura responsabile non solo della peculiare condizione in cui versava l’impianto elettrico, ma anche e soprattutto del fatto che esso servisse una linea passante lungo il filo metallico di sostegno avvolto imprudentemente sullo stesso cavo e consecutivamente nel filo stendipanni».
Il provvedimento chiarisce che la responsabilità ricade unicamente sul 56enne, poiché «i dati sopra evidenziati conducono a ritenere di essere a cospetto della responsabilità per la custodia in capo oggi al solo Calignano Giuseppe, effettivo fruitore dell’immobile di cui deve ritenersi essere stato “custode”».
Il decesso delle due donne avvenne a causa di una violenta scarica elettrica. Cinzia Cataldi, moglie del condannato, rimase folgorata mentre cercava di spostare una “prolunga” in giardino; il cavo elettrico era “scoperto” in un punto e l’energia si era trasmessa al filo metallico usato per stendere i panni. Antonella Antonaci morì istantaneamente dopo aver toccato la vicina nel tentativo di aiutarla. La tragedia fu interrotta solo dal pronto intervento della figlia della Cataldi, che disattivò l’interruttore generale.
Sotto il profilo penale, la vicenda si era già chiusa nel 2021, quando Giuseppe Calignano aveva concordato una pena di un anno e sei mesi (con sospensione e non menzione) per il reato di omicidio colposo plurimo.
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