Andrij Sybiha, il ministro degli esteri di Kiev: «Produrremo droni in Italia. A Roma chiediamo Samp-T e munizioni a lungo raggio»
Andrij Sybiha: stiamo fronteggiando sfide molto grandi, tra cui il riscontro pubblico delle indagini anticorruzione
mercoledì 10 dicembre 2025di Francesco Bechis

Andrij Sybiha si alza da un divanetto del Park Hotel dei Principi. Mani in tasca, il ministro degli Esteri ucraino sospira: «È un momento delicato».
Cosa chiedete all’Italia?
«Di sostenere le garanzie di sicurezza e in particolare l’idea del vostro primo ministro di sviluppare un meccanismo di protezione che parta dall’articolo 5 della Nato. Ma deve essere legalmente vincolante».
Ci sono altre soluzioni?
«Presenza militare degli alleati europei con il supporto organizzativo degli Stati Uniti e adesione all’Unione europea dell’Ucraina».
Volete nuove sanzioni?
«La Russia sta cercando di far fallire o ritardare la decisione europea sugli asset congelati e le riparazioni di guerra e vuole evitare nuove sanzioni. Proprio per questo dobbiamo reagire con forza ed entro la fine dell’anno. Stiamo facendo progressi, il vostro Paese può giocare un ruolo importante. Questa guerra deve diventare un pericolo personale per Putin e per la tenuta del suo regime».
Come sa l’Italia ha dei dubbi sull’uso degli asset russi e l’Europa è divisa.
«L’Europa non è così divisa come sembra, siamo molto vicini a un’intesa su una formula che preveda di condividere le responsabilità e minimizzare i rischi dell’utilizzo degli asset per alcuni Paesi».
Chiedete altri aiuti militari all’Italia?
«Prima di tutto, voglio ringraziare ogni famiglia italiana per il sostegno dato dall’inizio della guerra. Quanto agli aiuti abbiamo quattro priorità. La prima sono i sistemi di difesa aerea, innanzitutto Samp-T e Patriot. La Russia sta cercando di usare la migrazione come arma. Con ogni attacco massiccio contro l’Ucraina spingono la nostra gente a lasciare il Paese. È cominciata dai piccoli villaggi e dalle città vicine al fronte. In questo modo cercano di minare sia il morale sia l’economia del nostro Paese».
Com’è il morale degli ucraini?
«Striamo fronteggiando sfide molto grandi, tra cui il riscontro pubblico delle indagini anticorruzione. Su questo siamo determinati ad andare fino in fondo, intanto abbiamo dimostrato che i nostri sistemi anti-corruzione funzionano».
La seconda priorità?
«Capacità a lungo raggio».
L’Italia può fornirla?
«Sì».
Come?
«Sono argomenti sensibili, ma posso dire che avete il potenziale e che fornirceli contribuisce anche alla vostra sicurezza. La Russia deve sperimentare le conseguenze di questa guerra sul suo territorio: se loro attaccano le nostre infrastrutture energetiche, noi li attacchiamo a nostra volta».
Terza priorità?
«Il cosiddetto pacchetto deterrenza, per rafforzare l’esercito ucraino e renderci più autosufficienti aumentando anche la nostra produzione di droni. Al momento produciamo il 40% del fabbisogno del nostro esercito, l’obiettivo è arrivare al 50%».
Sappiamo che state discutendo di una co-produzione di droni con Leonardo.
«Sì, siamo pronti a co-produrre e a condividere la nostra esperienza e le nostre tecnologie con il vostro grande Paese».
Questo è stato discusso nel bilaterale con Meloni?
«Sì. La cooperazione industriale deve essere un vantaggio per entrambi, voi avete una grande difesa, per noi è strategico diversificare la produzione e abbiamo bisogno di gestirla insieme ai nostri alleati europei».
C’è l’ipotesi di delocalizzare la produzione in Italia?
«Stiamo già portando avanti la co-produzione con alcuni Paesi europei, per quanto riguarda l’Italia ne stiamo discutendo. I prodotti possono essere testati sul campo di battaglia, questo garantisce qualità».
Chiedete a Meloni di inviare truppe sul terreno?
«Stiamo cercando di capire quale contributo ogni Paese possa fornire a livello di garanzie di sicurezza, che comunque non possono esistere senza il supporto organizzativo statunitense. In ogni caso abbiamo bisogno di truppe sul terreno e in tal senso e abbiamo già avuto conferme della disponibilità da diversi Paesi».
In Italia la Lega frena sugli aiuti militari…
«Sì, lo sappiamo, stiamo seguendo da vicino. È importante mantenere il sostegno, ancora una volta questa guerra non riguarda solo l’Ucraina. Naturalmente ogni politico ha una base di elettori a cui deve rispondere. Il nostro interesse nazionale è di chiudere questa guerra, fermare l’aggressione russa e creare una nuova architettura di sicurezza in Europa».
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Ultimo aggiornamento: 11 dicembre, 12:25
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