Tassa di soggiorno più cara e per due mesi in più, Pd e M5s: «Turisti usati come bancomat»

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Tassa di soggiorno più cara e per due mesi in più, Pd e M5s: «Turisti usati come bancomat»

In questo modo ci sarà un aumento del gettito di 1 milione e 700mila euro, ricordando che quest’anno il Comune ha incassato 5 milioni e 730mila euro

martedì 9 dicembre 2025di Giuseppe Babbo

Tassa di soggiorno più cara ed estesa ad aprile e ottobre, Pd e M5s: «Turisti usati come bancomat»

JESOLO – «Quando istituimmo la tassa di soggiorno pareva di essere travolti dalle polemiche, oggi l’aumento viene accolto quasi con sollievo». Città piena di turisti per il ponte dell’Immacolata, anche ieri sono stati migliaia i turisti arrivati sul litorale jesolano per la giornata di festa, ma a imperversare è la polemica per l’aumento della tassa di soggiorno. A buttare benzina sul fuoco è Damiano Mengo, ex consigliere comunale, storico iscritto del Pd, che ricorda le polemiche di oltre dieci anni fa quando l’Amministrazione comunale, all’epoca guidata da Valerio Zoggia, decise di introdurre la tassa di soggiorno. «Pareva che dovesse venire giù il mondo – ricorda Mengo – Ricordo annunci di crisi di massa, pianti generali e la paventata desertificazione della città».

LEADER DELLA COSTA

Nella realtà il litorale jesolano è arrivato alla vigilia del nuovo aumento dell’imposta di soggiorno mantenendo il suo ruolo di spiaggia leader della costa veneziana.

Con le tariffe invariate ormai da sette anni, il ritocco sarà generale e l’aumento medio del 15% con un’estensione del periodo di applicazione dell’imposta che sarà in vigore due mesi in più, ovvero da aprile ad ottobre. In questo modo ci sarà un aumento del gettito di 1 milione e 700mila euro, ricordando che quest’anno il Comune ha incassato 5 milioni e 730mila euro. «Oggi in una situazione economica decisamente più complicata – tuona Mengo – gli albergatori non solo accettano un salasso sulle loro concessioni balneari, soprattutto i più piccoli, ma sono pure disposti, secondo le loro dichiarazioni, ad accettare che questa tassa di soggiorno si ampli nel suo periodo di applicazione con un aumento delle tariffe».

SERVIZI PIÙ CARI

A intervenire è anche il Movimento 5 Stelle, preoccupato per la volontà di far pagare i servizi della spiaggia ai turisti pendolari. «Da decenni le spiagge italiane sono in gran parte gestite tramite concessioni demaniali spiega Gian Marco Burato, referente giovani M5s Veneto Orientale -, con canoni infinitamente ridotti rispetto ai fatturati delle stesse società che operano sugli arenili. Riteniamo che i servizi igienici gratuiti siano il minimo che i concessionari possano offrire come servizio pubblico. La riflessione è sicuramente volta anche al fatto che oltre alla visione imprenditoriale dei nostri concittadini operatori del turismo, bisogna attribuire anche il merito del “successo” della nostra città anche all’ambiente dove noi viviamo: la spiaggia rimane un bene di tutti, così come devono essere fruibili da tutti i servizi esistenti. Pensiamo anche ai pendolari delle province vicine: che reazione avranno le persone che vengono in spiaggia, quando scopriranno che alla toilette si potrà accedere solo pagando ad esempio un euro, senza considerare le docce? Ci auguriamo che in un mondo volto al business più sfrenato, dove le persone vengono viste come bancomat che camminano, si abbia l’accortezza di non far pagare anche per espletare i bisogni fisiologici».

 


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