Da tre campionati il Catanzaro guarda il Bari dall’alto. Poteva essere sorprendente la prima volta. Un caso anche la seconda. Ma se al terzo anno di fila la distanza è ancora più ampia significa che per fare le cose perbene non bastano il budget, il nome e le ambizioni della piazza. Servono soprattutto le idee e le persone giuste, sia dietro la scrivania che in campo. E da tutti i punti di vista al momento non c’è partita, uomo per uomo, reparto per reparto, anche se in casa i pugliesi non sono malaccio avendo raccolto 12 dei loro 16 punti in classifica e domani può succedere di tutto. Prendiamo in considerazione l’attacco delle due squadre. Quello del Catanzaro ha segnato 22 gol, è l’ottavo della B, in linea con il piazzamento playoff del gruppo di Aquilani. Ha fatto sbocciare Cisse, l’under più forte della B con 6 reti e tante grandi giocate, compresa quella da tre con l’Avellino, sabato scorso. E poi ha in Iemmello un punto di riferimento per realizzazioni (4 centri) e regia avanzata, anche se il capitano non è ancora al livello dei due tornei precedenti. Inoltre, ha cominciato a ritrovare Buso e sta finalmente ricavando prestazioni importanti e continue anche da Pittarello. In generale, molto meglio dei colleghi di Bari, formazione da 14 gol che rappresenta il peggior bottino della B: Gytkjaer è una delusione mentre Moncini è l’unico che si sta salvando (5 firme) nonostante i due rigori di fila sbagliati col Pescara. Partipilo, Cerri, Rao e Antonucci appena delle comparse.
Anche in mezzo il Catanzaro è messo meglio. Petriccione detta legge e tempi, Rispoli è maturo, Pontisso si fa rimpiangere ancora una volta da Magalini, il ds che l’ha portato al “Ceravolo” e l’estate 2024 l’avrebbe rivoluto con lui: niente da fare. Il friulano è stato il più costante della mediana giallorossa, cui ha portato in dote 4 assist e un gol.
Il Bari? Verreth è bravo e ha un piede educato, è forte sulle punizioni, ma da solo non può cambiare il volto di una squadra che non aveva gioco con Caserta e per ora non l’ha trovato nemmeno con Vivarini. L’ex Pagano, che ha rifiutato di tornare con le Aquile proprio per il Bari, non ha brillato, Maggiore, Darboe e Braunoder hanno concluso poco, Castrovilli anche meno. Sulla bilancia, fra Favasuli e Dickmann non ci sono dubbi: meglio il calabrese. E D’Alessandro ora sta facendo bene, mentre il Bari ha perso Dorval per la Coppa d’Africa.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source URL: https://catanzaro.gazzettadelsud.it/articoli/calcio/2025/12/18/il-catanzaro-guarda-il-bari-dallalto-b54bafda-2eee-4fc3-9ffa-5fd7aa7233f0/