Carmelo Miceli, addio all’ex capitano del Lecce. Nell’83 sarebbe dovuto partire con Pezzella e Lorusso, ma arrivò puntuale

11 dicembre, 13:05
Ci saranno Ciro e Michele ad attendere lassù in cielo il “maresciallo”. Era questo il soprannome di Carmelo Miceli, morto ieri pomeriggio, all’improvviso, a Rende. Aveva 67 anni. Dopo una vita trascorsa sui campi di calcio, ricoprendo l’antico ruolo di libero, Miceli ieri è stato colto di sorpresa da un malore che lo ha colpito mentre transitava nella centralissima via Genova, nella località cosentina. Uno dei principali artefici della storica promozione del Lecce in serie A del 1985, bandiera della squadra giallorossa con undici anni di militanza e un bottino ragguardevole di 330 presenze in gare ufficiali, condite da 12 reti, era stato compagno di tante battaglie di Pezzella e Lorusso. E il destino, a volte, ci mette lo zampino.
Ciro, Michele e Carmelo, amici inseparabili, erano accomunati dal terrore di viaggiare in aereo: “Lassù si balla”, ripeteva Michelino Lorusso. Nel dicembre del 1983, a pochi giorni dalla trasferta della squadra giallorossa in quel di Varese, il trio chiese al presidente Franco Iurlano e al direttore sportivo Mimmo Cataldo di poter raggiungere la località lombarda in treno. La richiesta venne accolta ed il club organizzò per i tre difensori della squadra di Eugenio Fascetti il viaggio in treno fissando la partenza dalla stazione di Lecce per il tardo pomeriggio di venerdì 2 dicembre. Miceli si presentò regolarmente all’orario stabilito mentre Lorusso e Pezzella, a causa di un contrattempo, arrivarono in stazione quando il treno diretto a Milano era già partito. A quel punto, decisero di prenderlo al “volo” dalla stazione di Bari e di conseguenza si misero in macchina, accompagnati dal suocero e dal cognato di Pezzella, per cercare di raggiungere in tempo utile il capoluogo pugliese. All’altezza di Mola di Bari però l’auto sulla quale viaggiava il gruppo di leccesi rimase coinvolta in un incidente stradale nel quale, a perdere la vita, furono proprio i due calciatori del Lecce. Miceli, ignaro di quanto fosse accaduto ai compagni di squadra, apprese la notizia soltanto il sabato mattina, all’arrivo a Milano, dal tassista che lo stava accompagnando nel ritiro pre-partita della squadra giallorossa in un albergo di Varese. La prese male, molto male, i tre erano legatissimi anche fuori dal campo, e nel corso degli anni il buon Carmelo era sempre stato prodigo di parole d’affetto nei confronti di Ciro e Michele.
Dicevamo dell’amaro destino. Ieri, a distanza di 42 anni dalla tragica morte di Lorusso e Pezzella, se n’è andato pure il “maresciallo”, pure lui nel mese di dicembre: 2 dicembre 1983 Lorusso e Pezzella, 10 dicembre 2025 Miceli. L’ex calciatore si è sentito male mentre si trovava per strada, ha chiesto subito aiuto ai passanti che hanno chiamato il 118 ma nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi il suo cuore ha smesso di battere gettando nello sconforto i suoi familiari (il figlio Mirko, 34 anni, difensore, attualmente gioca nel Monopoli, ndr) e tutte le persone che avevano avuto la fortuna di conoscerlo. La notizia dell’improvvisa scomparsa di Miceli ha colpito anche i tifosi del Lecce che non lo avevano mai dimenticato in questi anni. Il Lecce ha espresse il proprio dolore con un messaggio pubblicato sui propri canali social: “L’Unione Sportiva Lecce esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Carmelo Miceli, protagonista della prima storica promozione in Serie A, che ha vestito la maglia giallorossa per 11 stagioni”. Tanti vecchi compagni di squadra, sui propri profili social, hanno rivolto un caro saluto al capitano: da Barbas a Pasculli, da Moriero a Garzya e tanti altri.
Nel 2022 Miceli era stato l’ultima volta allo stadio Via del Mare – su invito del club salentino – per assistere alla sfida casalinga con il Benevento. In quell’occasione, il presidente Saverio Sticchi Damiani gli fece dono di una maglia celebrativa con il numero 6. Un cimelio che Carmelo custodiva gelosamente nella sua abitazione cosentina. Da ieri Miceli è entrato a far parte della squadra degli immortali. Fai buon viaggio, “maresciallo”.
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