Dalla Cina a Vicenza merci per 1,1 miliardi. «Tassare i micro pacchi extra Ue ci tutela»

Sta sollevando discussione per l’impatto sui consumatori la tassa di 2 euro tra gli emendamenti alla legge di bilancio per i pacchi del valore sotto i 150 euro da paesi extra Europa (in primis la Cina), con l’obiettivo di contrastare la concorrenza sleale. Ma che andrà applicata anche per i micro-pacchi spediti e ricevuti in Italia. «Ben venga quanto può tutelare le nostre produzioni – osserva Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Vicenza -. Non siamo contro l’e-commerce, ma contro il dilagare di prodotti di bassa qualità». E nel mirino finiscono soprattutto i prodotti cinesi: sull’asse Cina-Vicenza viaggiano merci per oltre 1,1 miliardi, il doppio di quanto esportiamo nel mercato cinese.

L’import doppia l’export

Un esempio di prodotti extra Ue – spiega l’ufficio studi di Confartigianato Vicenza -, sono proprio i prodotti in arrivo dalla Cina. Nel Vicentino, negli ultimi 12 mesi a giugno di quest’anno, le importazioni di prodotti manifatturieri ammontano a 1,108 miliardi di euro, contro i 506,6 milioni di export nello stesso paese, per un saldo commerciale negativo pari a -601,5 milioni. Nei primi sei mesi di quest’anno l’import dalla Cina di prodotti manifatturieri è cresciuto del +8,7%, mentre l’import dei prodotti dei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese, che rappresenta un terzo delle importazioni cinesi (33,3%), è cresciuto a ritmo doppio, segnando +16,1% rispetto al primo semestre dello scorso anno.

Moda nel mirino

Uno dei settori più esposti risulta la moda, rappresentato a Vicenza per quasi il 47% dall’artigianato. Nei primi 6 mesi l’export del settore è calato del 4,3%, meno rispetto al trend dello scorso anno (-6,2%). Nello stesso periodo l’import è stabile (-0,1%), mentre è cresciuto l’import dalla Cina (+19,6%), anche se si tratta di un “rimbalzo” dopo il crollo 2024 (-17,6%). Resta comunque negativo il saldo commerciale (esportazioni meno importazioni) con la Cina per il settore moda (-42,7 milioni in un anno), in particolare per l’abbigliamento (-62,6 milioni) e tessili (-23,7 milioni), mentre il saldo per la pelle risulta positivo (+43,6 milioni).

La qualità

«Vicenza ha una manifattura di qualità – spiega Luca Massimiliano Bortolotto, presidente del mestiere “Moda” – su fasce medio alte di prodotto, molte delle nostre imprese sono terziste e lavorano in filiere di grandi marchi impegnate nella transizione sostenibile». «Il consumatore quando acquista – aggiunge Cavion – deve essere consapevole se il prodotto è realizzato nel rispetto di norme, leggi, qualità di processo e materiale. Un prodotto ben fatto sicuramente ha una durata maggiore di uno realizzato a basso costo e in milioni di esemplari, con impatto anche in termini di smaltimento. Pensiamo alla mole di rifiuti che pacchi e pacchetti producono, fino agli stessi prodotti che spesso durano, come di dice, da Natale a Santo Stefano».

L’applicazione

Restano perplessità delle imprese che operano sulle piattaforme: «Molte nostre aziende utilizzando l’e-commerce per portare fuori provincia e nel mondo i propri prodotti – risponde Cavion -, ma questo non significa “far west”. Certo la tassa di 2 euro inciderà anche su di loro favorendo però, per chi può raggiungerle fisicamente, un ritorno al servizio di vicinato e alla riscoperta di produzioni locali». La tassa di 2 euro non va confusa con il sì dei ministri Ecofin al dazio sui piccoli pacchi (sempre sotto i 150 euro) da paesi extra Ue. Se approvata in legge di bilancio, la tassa italiana dovrebbe entrare in vigore da inizio 2026; mentre il dazio europeo, di cui vanno definite le modalità di applicazione, entrerà in vigore dal 2028, anche se è emersa la volontà di anticiparlo al 2026.

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2026-06-10 19:44:01

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