POTENZA – L’indiscrezione che circola è che i segretari nazionali dei partiti di centrodestra – Meloni, Salvini, Tajani, Lupi e Cesa – dovrebbero incontrarsi tra sabato e lunedì. Un tavolo forse risolutivo, aperto anche a Noi Moderati e all’Udc, che potrebbe mettere un punto fermo. A 4 mesi dal ritorno alle urne (la data del 10 marzo resta quella più probabile, anche se Bardi non ha ancora comunicato la volontà ai partiti) la definizione dello schema per assegnare la guida delle regioni al voto e quindi l’identikit dei profili in campo da condividere con gli alleati resta il vero nodo da sciogliere.

Le divergenze sull’intestazione dei candidati governatori è il motivo del contendere.
Dopo l’iniziale volontà di procedere alla conferma degli uscenti, Fratelli d’Italia – sondaggi e percezione politica alla mano – ha chiesto di riequilibrare la mappa delle regioni a guida centrodestra. La richiesta di ottenere almeno tre candidati nella tornata che da febbraio ad ottobre interesserà Abruzzo, Piemonte, Sardegna, Basilicata ed Umbria, è stata recapitata direttamente da Giorgia Meloni. La premier e leader del partito di maggioranza relativa nel Paese rivendica ben più delle tre regioni a guida FdI (Lazio, Abruzzo e Marche), tanto più se nel confronto con gli alleati sono undici quelle in capo a Lega e Forza Italia.
Uno squilibrio da sanare – è il senso delle riflessioni – a partire proprio dalla tornata del prossimo anno, Basilicata compresa, con lo schema 3-1-1. Ossia: Basilicata, Sardegna e Abruzzo a FdI, Piemonte a FoI e Umbria alla Lega. In Basilicata da mesi Forza Italia rivendica, almeno a parole, la non negoziabile richiesta di un Bardi bis.
Un secondo mandato per l’attuale governatore che però non entusiasma gli alleati.
Tanto più FdI che – sondaggi alla mano – potrebbe doppiare il risultato di FI e della lista del presidente. Questioni che anche in Forza Italia più di qualcuno starebbe iniziando a comprendere. Vengono così ridimensionati i toni trionfalistici – strombazzati dai quotidiani “amici” – dopo l’incontro tra il numero uno di FI, Antonio Tajani e il governatore lucano Vito Bardi.

In un tweet pubblicato a margine dell’incontro Tajani, che è anche il segretario nazionale di Forza Italia, ha spiegato di aver parlato di investimenti in biotecnologie al Sud, progetto Turismo delle Radici collegato al Pnrr ed anche elezioni regionali. Argomento sul quale però non ci sarebbero – tutt’altro – ufficialità e strombazzamenti, atteso che di fronte alle richieste di FdI e in vista del tavolo che si terrà nel fine settimana, tutto resta in stand by. Fantasioso – quindi – il via libera che Tajani avrebbe dato a Bardi iniziando a lavorare sulla lista del presidente. Mentre l’altra “debolezza” resta in capo a FdI che – anche per via di una non univoca designazione della base lucana (si parla di Quarto in quota Coldiretti, del fittiano Latronico o di uno dei parlamentari) non ha al momento un nome pronto a differenza degli alleati. E dunque potrebbe dover accettare un profilo imposto direttamente dalla Meloni.
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